Cave, Bica incontra le categorie all’ARS: “Legge per dare certezze e rilanciare il settore”

redazione

Cave, Bica incontra le categorie all’ARS: “Legge per dare certezze e rilanciare il settore”

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domenica 12 Aprile 2026 - 07:00

Il deputato regionale di Fratelli d’Italia all’Ars Giuseppe Bica ha ricevuto a Palazzo dei Normanni i rappresentanti del settore estrattivo siciliano per un confronto sul disegno di legge n. 1085, da lui recentemente presentato e atteso all’esame della Terza Commissione – Attività Produttive nella prossima settimana. Al tavolo erano presenti Maurizio Merlino (Direttivo CNA Sicilia), Alberto Santoro (Presidente nazionale CNA Lapidei), Alfio Grassi (Consorzio della Pietra Lavica dell’Etna), Silvia Miano (tecnico CNA Sicilia), Salvatore Galati (Confindustria Sicilia), Gianpino Bonacia (Vicepresidente Consicav) e Carmelo Raimondi (Presidente della Consulta dei Tecnici Consicav). «È stato un confronto serrato e costruttivo – ha dichiarato l’on. Bica – su una norma che interviene con precisione sui limiti della legislazione vigente, dalla L.R. n. 127/1980 fino alla L.R. n. 6/2024, recependo osservazioni maturate direttamente con gli uffici regionali competenti».

Il disegno di legge

Il ddl affronta in primo luogo le criticità di ordine tecnico-procedurale che oggi rendono i tempi autorizzativi spesso insostenibili per le imprese del comparto. Le semplificazioni introdotte puntano a garantire un iter più certo e più rapido per l’apertura di nuove cave. Sul fronte della retroattività, la norma risolve un’evidente ingiustizia: le aziende che hanno già corrisposto la tassa di recupero ambientale secondo la disciplina previgente non potranno essere assoggettate ad ulteriori oneri, scongiurando contenziosi gravi con la Regione e il blocco delle attività di recupero in corso.

Le innovazioni introdotte

Il disegno di legge introduce indirizzi innovativi: il recupero di un sito estrattivo potrà essere naturalistico, agricolo, forestale, urbanistico o culturale, con la possibilità di realizzare interventi di land art e musei di scultura contemporanea a cielo aperto, restituendo ai luoghi una nuova identità paesaggistica e storica. La norma consente inoltre il reimpiego – con procedure semplificate – di terre, rocce da scavo e accumuli di scarto che oggi deturpano il paesaggio delle cave di marmo: materiali che la normativa statale vigente esclude dalla classificazione come rifiuti e che potranno essere trasferiti direttamente agli impianti di frantumazione per l’utilizzo nell’edilizia. Il risultato è duplice: si risana il sito estrattivo e si riduce il prelievo di nuova materia prima, con una ricaduta ecologica concreta e misurabile.

Il tema delle cave abbandonate

Il provvedimento affronta infine il tema delle cave abbandonate, una delle ferite più visibili del territorio siciliano. Sul modello già adottato dalla Toscana, il DDL consente agli imprenditori di coltivare per un ciclo autorizzativo siti estrattivi abbandonati – anche quelli fuori dal piano cave – con il vincolo inderogabile della riqualificazione finale. Una soluzione che fa leva sull’iniziativa privata laddove la Regione non può intervenire da sola, trasformando una criticità paesaggistica in un’opportunità economica e territoriale. «La Sicilia ha decine di cave abbandonate che attendono una risposta da anni – ha concluso il deputato -. Questa norma quella risposta la dà, coniugando sviluppo del settore estrattivo, tutela del paesaggio e sostenibilità delle imprese. Confido che la Commissione saprà riconoscerne il valore e portarla rapidamente in Aula».

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