Castelvetrano: Andrea Galgano presenta “L’ombra azzurra”

redazione

Castelvetrano: Andrea Galgano presenta “L’ombra azzurra”

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venerdì 03 Aprile 2026 - 14:06

Sarà il poeta Andrea Galgano l’ospite del sesto ed ultimo incontro del “PalmosaFest”, la rassegna di arte e letteratura di cui è direttore artistico Bia Cusumano e la cui direzione culturale è affidata alla giornalista Jana Cardinale. Sabato 4 aprile, all’ex convento dei minimi di Castelvetrano, a partire dalle 18, si presenterà “L’ombra azzurra” (Editrice Hermaion). Con l’autore dialogherà Salvatore Capo. Introduce Vincenzo Di Stefano. Modera Jana Cardinale. Letture di Franco Bruno e Francesco Caronna. Canta Enza Ienna, accompagnata da Franco Giacomarro. Esibizione del tenore Maurizio Indelicato. Prevista anche una esposizione di opere della pittrice Susanna Caracci.

Ad organizzare la manifestazione (che fa parte della Rete dei festival letterari del trapanese) sono congiuntamente l’associazione Palmosa-Kore e il Comune di Castelvetrano, che sostiene la rassegna grazie al finanziamento del Centro per il libro e la lettura (un ramo del Ministero della Cultura), ottenuto nell’ambito del bando “Città che legge”. Il progetto vincitore, “Trame narrative”, è stato coordinato dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani. Il festival è inoltre abilitato per il percorso di formazione scuola-lavoro rivolto agli studenti del triennio in virtù della convenzione sottoscritta tra l’associazione Palmosa-Kore e il Polo liceale “Cipolla-Gentile-Pantaleo” guidato dalla dirigente Giulia Flavio. Questa quarta edizione, il cui tema-conduttore è “Tra i nodi del dolore, la luce delle parole”, è dedicata a Dea Mastronardi, la giovane lucana che nel 2024, a soli 15 anni, vittima del disagio adolescenziale, si tolse la vita.

Con “L’ombra azzurra” Andrea Galgano – poeta ormai di rango internazionale – esplora territori di acqua, oasi, fiumi e sponde, disegnando un itinerario sensoriale complesso, stratificato e fluido, in cui ogni verso si apre come una faglia nell’immenso ventaglio del suo universo espressivo. Egli dispone di infinite tavolozze, proprio come per gli azzurri, che muovono dal cilestrino al cobalto, dall’indaco al pervinca, dal turchese all’ottanio. Un mosaico sensoriale sepolto, come l’immemore porto, un’immersione nelle geografie interiori attraversata da una segreta corrente che, onda dopo onda, scioglie e restituisce al lettore la vertigine dell’abisso che si spoglia della sua infondatezza, e si apre al cielo, vola via come un magico aquilone.

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