Vino siciliano in crisi, le cantine sociali lanciano l’allarme: “Servono misure urgenti” 

redazione

Vino siciliano in crisi, le cantine sociali lanciano l’allarme: “Servono misure urgenti” 

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giovedì 02 Aprile 2026 - 07:12

Si è svolta presso Legacoop Sicilia, una partecipata e significativa assemblea delle cantine sociali aderenti a Legacoop Sicilia e Confcooperative Sicilia, convocata per affrontare la crescente crisi che sta investendo il comparto vitivinicolo regionale. All’incontro hanno preso parte il presidente di Legacoop Sicilia, Filippo Parrino, e il presidente di Confcooperative Sicilia, Gaetano Mancini, insieme ai rappresentanti di alcune tra le più importanti realtà cooperative del vino siciliano: Settesoli, Colomba Bianca, Paolini, CVA, Sant’Antonio, Petrosino, Aurora Valle dei Templi, Terra del Belice, Madonna del Piraino, San Francesco di Paola, Cantina Birgi, Cantina Europa, Cantina Fiumefreddo, Cantina La Torre, Cantina Kaggera e Cantina Giacco. L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto e approfondito sulle difficoltà che stanno mettendo sotto pressione uno dei settori più strategici dell’economia agricola dell’Isola. Sul tavolo, una crisi che appare sempre più complessa e strutturale, determinata da una pluralità di fattori che stanno colpendo duramente l’intera filiera.

Guerre e aumento dei costi

A pesare sono innanzitutto le tensioni internazionali, che hanno provocato un aumento sensibile dei costi energetici e dei carburanti, con ripercussioni immediate sulle attività produttive. A ciò si aggiungono gli effetti, ormai sempre più evidenti, dei cambiamenti climatici, che incidono sulla qualità e sulla quantità delle produzioni, oltre alla contrazione dei consumi di vino, registrata sia sul mercato interno sia su quello internazionale. Nel corso dei lavori, Parrino e Mancini hanno ribadito il ruolo fondamentale svolto dalle cantine sociali nel tessuto produttivo e sociale siciliano. Le cooperative vitivinicole, hanno sottolineato, non sono soltanto imprese agricole, ma veri e propri presìdi di legalità, coesione sociale e sviluppo sostenibile, capaci di garantire reddito e occupazione a migliaia di famiglie in molti territori dell’Isola.

Misure e soluzioni

Proprio alla luce di questo scenario, dall’assemblea è emersa con forza la necessità di misure straordinarie e immediate. Tra gli strumenti ritenuti prioritari figura la distillazione di crisi, considerata una risposta concreta ed efficace per ridurre le eccedenze di prodotto, riequilibrare il mercato e assicurare liquidità alle imprese in una fase particolarmente delicata. Ma l’emergenza, secondo quanto emerso nel confronto, non può essere affrontata soltanto con interventi tampone. Le cantine cooperative chiedono infatti anche una visione di medio e lungo periodo, fondata su misure strutturali capaci di rafforzare il sistema. In questa direzione, particolare attenzione è stata posta sulla capitalizzazione delle cantine sociali, ritenuta essenziale per consolidarne la solidità patrimoniale, sostenere gli investimenti in innovazione e qualità e garantire maggiore stabilità economica ai soci produttori.

Come rilanciare il vino siciliano

Ampio consenso è stato espresso anche sulla necessità di costruire una strategia complessiva di rilancio del vino siciliano, capace di coniugare competitività, sostenibilità e valorizzazione delle produzioni di qualità, attraverso un rafforzamento delle politiche di promozione e presenza sui mercati nazionali ed esteri. Al termine dell’incontro, le cantine presenti hanno condiviso e approvato un documento unitario contenente analisi, proposte e richieste operative, che sarà trasmesso nelle prossime ore all’assessore regionale all’Agricoltura, con l’obiettivo di aprire in tempi rapidi un confronto istituzionale concreto. Le organizzazioni promotrici hanno infine ribadito la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni regionali e nazionali per individuare soluzioni efficaci e tempestive, in grado di tutelare un comparto che rappresenta non solo un pilastro dell’economia agricola siciliana, ma anche un elemento profondamente identitario del territorio.

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