Asp Trapani, dopo i ritardi sugli istologici nuovo caso shock: smarrito campione di una biopsia

redazione

Asp Trapani, dopo i ritardi sugli istologici nuovo caso shock: smarrito campione di una biopsia

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giovedì 02 Aprile 2026 - 08:46

Dopo il caso dei clamorosi ritardi nella refertazione degli esami istologici, che lo scorso anno aveva travolto l’Asp di Trapani, un nuovo episodio riaccende i riflettori sulle criticità della sanità trapanese. Stavolta, al centro della vicenda, c’è addirittura lo smarrimento di un campione biologico prelevato durante una biopsia, con l’impossibilità per il paziente di ricevere il relativo referto. Il fatto sarebbe avvenuto all’ospedale Sant’Antonio Abate di Erice, dove il 15 gennaio scorso un uomo di 49 anni, originario di Mazara del Vallo, era stato sottoposto a una biopsia presso l’unità operativa di Otorinolaringoiatria, a seguito del riscontro di una neoformazione adenoidea.

La chiamata dopo 40 giorni: “Deve rifare la biopsia”

A distanza di circa 40 giorni dall’esame, il medico che aveva effettuato il prelievo avrebbe contattato telefonicamente il paziente, invitandolo a tornare in ospedale per sottoporsi a una nuova biopsia. Una richiesta che ha subito sollevato dubbi e preoccupazione. Il 49enne, però, si è rifiutato di ripetere immediatamente l’accertamento e, lo scorso 20 marzo, ha deciso di chiedere copia della cartella clinica. Un documento nel quale, tuttavia, non compariva alcun riferimento allo smarrimento del campione. A quel punto, l’uomo avrebbe chiesto ulteriori chiarimenti, riuscendo a ottenere una dichiarazione scritta firmata da un altro medico dello stesso reparto, nella quale veniva attestato proprio lo smarrimento del campione prelevato.

Il procedimento disciplinare

Cinque giorni dopo il rilascio di quella attestazione, il direttore dell’unità di Otorinolaringoiatria del Sant’Antonio Abate avrebbe avviato un procedimento nei confronti del medico che aveva eseguito la biopsia lo scorso gennaio. Nel frattempo, la vicenda è finita all’attenzione della direzione strategica dell’Asp di Trapani, che ha precisato come il caso non riguardi il servizio di Anatomia patologica, poiché — secondo quanto riferito — il campione non sarebbe mai arrivato al reparto competente per l’analisi.

La posizione dell’Asp di Trapani

In una ricostruzione interna, l’Asp ha chiarito che “la gestione del campione ricade interamente sull’unità operativa di Otorinolaringoiatria”, specificando inoltre che il nuovo responsabile del reparto, Francesco Paolo Manzella, avrebbe appreso dell’accaduto solo il 6 marzo, informando immediatamente la direzione aziendale. Da quel momento, secondo quanto riferito dall’Azienda sanitaria, sarebbe stata attivata una commissione interna aziendale per accertare i fatti e verificare l’esatta applicazione delle procedure sulla tracciabilità dei campioni istologici.

L’indagine interna

Dall’indagine avviata internamente sarebbero emersi elementi ritenuti rilevanti. In particolare, secondo quanto trapela, la dottoressa che aveva preso in carico il paziente avrebbe eseguito il prelievo da sola in ambulatorio, senza la presenza di un infermiere, e la documentazione clinica sarebbe stata completata soltanto il 6 marzo, dunque diverse settimane dopo la biopsia. Un quadro che adesso apre interrogativi pesanti non solo sullo smarrimento del campione, ma anche sul rispetto delle procedure previste per un esame così delicato.

Nuovo prelievo per il paziente

Lunedì scorso, infine, il 49enne si è sottoposto a un nuovo prelievo bioptico, nella speranza di poter finalmente ottenere una diagnosi certa. Parallelamente, prosegue l’iter del procedimento disciplinare a carico del medico che aveva eseguito il primo campione, poi scomparso. Un episodio che riporta sotto i riflettori l’organizzazione interna dell’Asp di Trapani e che rischia di alimentare ulteriormente il clima di sfiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario provinciale, già scosso nei mesi scorsi dal caso dei ritardi nei referti istologici.

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