No al terzo mandato per i Comuni fino a 15 mila abitanti: maggioranza di nuovo battuta all’Ars

redazione

No al terzo mandato per i Comuni fino a 15 mila abitanti: maggioranza di nuovo battuta all’Ars

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mercoledì 11 Marzo 2026 - 17:41

La maggioranza di centrodestra è andata sotto all’Ars nella votazione sull’estensione del terzo mandato dei sindaci nei Comuni fino a 15 mila abitanti. Dopo la richiesta di voto segreto da parte dell’opposizione, lo scrutinio si è concluso con un risultato sorprendente che ha visto prevalere i “sì” all’emendamento che cancella l’opzione del terzo mandato (43) rispetto ai no (18). Un esito che ribalta il voto di ieri in Commissione e apre nuovi interrogativi sulla tenuta politica della maggioranza, tenuto conto che – numeri alla mano – risulta evidente che ci sono stati pezzi di centrodestra che hanno votato con il campo largo progressista. Tutto ciò, dopo l’ennesima inchiesta sulla sanità che ha coinvolto l’ex europarlamentare Salvatore Iacolino e l’affondo delle forze di opposizione che stamattina hanno invitato il presidente Schifani a “staccare la spina”, lasciando spazio a elezioni anticipate da tenersi nel prossimo autunno.

Il terzo mandato in Sicilia resta dunque una prerogativa soltanto per i Comuni più piccoli, fino a 5000 abitanti. Per gli altri Comuni, invece, resta il limite dei due mandati per i sindaci.

LE REAZIONI DELLA POLITICA SICILIANA

“Questo Parlamento ha appena inflitto l’ennesimo schiaffo al governo Schifani”, ha commentato il leader di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca.

“I numeri parlano chiaro, la maggioranza ha votato contro sé stessa, per il centrodestra e il governo Schifani è stata l’ennesima Waterloo”, afferma Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars.

“Come volevasi dimostrare – aggiunge Nuccio Di Paola (M5S) – la maggioranza del Presidente Schifani non esiste più. La bocciatura odierna è l’ennesimo disastro della destra che antepone logiche personalistiche alle reali esigenze di 5 milioni di siciliani”.

Disappunto viene espresso invece da Anci Sicilia, che da tempo caldeggia l’estensione del terzo mandato ai Comuni tra 5 e 15 mila abitanti.

“Prendiamo atto che l’Assemblea regionale siciliana ha bocciato ancora una volta la norma che avrebbe consentito di adeguare la disciplina sui mandati dei sindaci a quella vigente a livello nazionale e alle indicazioni più volte espresse, a tutela dei diritti fondamentali, dalla Corte costituzionale, da ultimo con la recente sentenza n. 16 del 2026 relativa alla legge regionale della Valle d’Aosta”. Lo dichiarano Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di ANCI Sicilia. “Dopo quanto già avvenuto in occasione dell’approvazione della legge ‘Norme riguardanti gli enti locali’, l’esito di questa votazione del Parlamento regionale siciliano ci induce a porre una domanda molto semplice: è davvero utile ai territori — e quindi alla Sicilia — mantenere una specialità in materia di ordinamento degli enti locali che produce norme in contrasto con l’impianto nazionale e con la giurisprudenza costituzionale?” – aggiungono i vertici dell’associazione dei Comuni siciliani – Oppure sarebbe più saggio e utile prevedere un sistematico adeguamento alle norme approvate a livello nazionale, evitando conflitti interpretativi, incertezze applicative e un continuo contenzioso che finisce per ricadere sui comuni e, in ultima istanza, sugli interessi degli stessi cittadini?”.“Questo – conclude il presidente di ANCI Sicilia – è l’interrogativo che dobbiamo avere il coraggio di porci d’ora in avanti”.

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