Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria legata al presunto dossieraggio che è partita dalla Procura di Trapani. Il Tribunale di Caltanissetta, presieduto dal dottor Francesco D’Arrigo, ha stabilito che i fatti contestati all’ex senatore non sussistono, mettendo fine a un procedimento durato oltre dieci anni. L’ex parlamentare era imputato in concorso con Roberto Sabato, maresciallo dei Carabinieri, per accesso abusivo al sistema informatico riservato del Ministero dell’Interno (art. 615 ter c.p.), rivelazione di segreti d’ufficio (art. 326 c.p.) e favoreggiamento personale (art. 378 c.p.), in relazione a una serie di condotte che sarebbero state commesse tra il 2013 e il 2014.
L’inchiesta aveva preso le mosse dalla denuncia presentata dal sostituto procuratore della Repubblica di Trapani, Rossana Penna, che aveva ipotizzato un’attività di dossieraggio ai propri danni e a quelli del marito, Roberto De Mari. Secondo l’impostazione accusatoria, tale attività sarebbe stata finalizzata a screditare il magistrato attraverso accertamenti e presunte acquisizioni indebite di informazioni. All’epoca dei fatti, l’ex senatore era indagato per voto di scambio in relazione alle elezioni comunali di Alcamo del 2012, procedimento dal quale sarebbe poi stato assolto in appello. Proprio quel contesto giudiziario avrebbe fatto emergere il sospetto di un’attività di dossieraggio nei confronti del coniuge del magistrato, ritenuta strumentale a delegittimare l’azione della Procura. Il Tribunale nisseno ha però escluso in modo netto la sussistenza dei fatti contestati all’ex senatore, affermando che nessuna attività di dossieraggio sarebbe stata posta in essere. L’imputato, che ha sempre proclamato la propria innocenza, aveva affrontato il processo rinunciando anche alla candidatura al Senato nelle elezioni del 2013.
Diversa la posizione del coimputato Roberto Sabato. Il Tribunale lo ha condannato per un episodio di accesso al sistema informatico della compagnia dei Carabinieri di Alcamo, ritenuto in violazione – secondo l’accusa – del regolamento interno. È stato invece assolto dalle accuse di rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento personale e dagli ulteriori episodi di accesso abusivo contestati. Anche rispetto alla condanna, la difesa ritiene il fatto insussistente e ha annunciato appello dopo il deposito delle motivazioni. Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati del collegio difensivo, Vito Di Graziano, Baldassare Lauria e Vania Giamporcaro, secondo i quali la tesi accusatoria sostenuta dai pubblici ministeri sarebbe stata fin dall’inizio priva di fondamento. Con la sentenza del Tribunale di Caltanissetta si chiude così un capitolo giudiziario che aveva avuto origine proprio dall’ipotesi di un dossieraggio interno agli ambienti della Procura trapanese.