Ah, le elezioni amministrative di Marsala: un circo che si ripete ogni lustro, con i soliti acrobati che saltellano da un filo all’altro. L’elettore stanco, armato di caffè amaro e ricordi di promesse, osserva sconsolato questo spettacolo che, dal 2020 – quando Massimo Grillo vinse con il 56,85% – si è trasformato in un’odissea di coalizioni che si sbriciolano come i marciapiedi di via Mazara.
Centrosinistra: Patti regina del valzer
Nel campo progressista, la musica suona fluida da due mesi: Andreana Patti, ex assessore a Trapani con un curriculum da PNRR e affari legali, è la candidata sindaco unta e consacrata da PD, M5S, PSI, Rifondazione, Alleanza Verdi Sinistra, Liberaldemocratici e tanto civismo. Immaginate la scena: riunioni interminabili su liste e programmi, con Linda Licari a capeggiare il PD (nel 2020 sfiorò il quorum ma finì in tribuna), affiancata da Paolo Pace e Piero Cavasino. “Sì Muove la Città”, il movimento di Patti, pullula di nomi storici come Lillo Gesone e l’ex carabiniere “Wolf” Scafura, mentre M5S schiera Aldo Rodriguez, reduce da una candidatura a sindaco che fu un pò sfortunata. È arrivata la benedizione anche dall’ex candidato alla presidenza della Regione Micari, che ha avuto l’ardire di rivendicare una continuità amministrativa tra la Patti e l’ex sindaco Di Girolamo. Promesse di sicurezza, rifiuti zero e contrade rinascimentali riecheggiano.
Centrodestra: caos da soap opera
E poi c’è il centrodestra, una telenovela che farebbe impallidire “Beautiful”. Qui il vaudeville è puro: Massimo Grillo, sindaco uscente, marcia spedito con le sue liste fedeli, supportato da Pino Ferrantelli e Gaspare Di Girolamo, ma il vero colpo di scena arriva dal fronte Fici. Due giorni di vertici nazionali e provinciali – con big come Gasparri – e il risultato? Nicola Fici si ritira dalla corsa, lasciando il centrodestra a leccarsi le ferite in un limbo decisionale. UDC piange la mancanza di “candidatura condivisa”, Gandolfo era già scappato giorni fa, e ora tutti si guardano in cagnesco: Grillo solo o un nuovo eroe? I vertici non hanno prodotto niente di concreto, confermando che nel centrodestra marsalese decidere è un’arte perduta.
Per ora è un tutti contro tutti: spunta un terzo incomodo? I vertici nazionali promettono di chiudere la partita entro questa settimana, ma noi marsalesi sappiamo che “entro breve” significa “dopo Pasqua”.
Il menu avvelenato
Intanto, l’elettore stanco si chiede: quante preferenze perse per mancato quorum? Marsala merita meno riunioni, altrimenti andremo tutti a votare con i sandali chiodati. Fateci sognare un po’ di azione vera, politici cari, o l’astensione diventerà lo sport nazionale e l’elettore stanco piuttosto che andare a votare sceglierà un sonnellino meritato.
L’Elettore Stanco