C’è anche la provincia di Trapani al centro dell’operazione nazionale “Last Delivery”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila e condotta dai Carabinieri con oltre 250 militari impiegati su tutto il territorio italiano. Un’inchiesta che ha portato a 12 arresti e 24 perquisizioni tra Abruzzo, Sicilia, Puglia e Liguria, smantellando un’organizzazione dedita al traffico di droga, armi ed esplosivi venduti anche attraverso spedizioni affidate a corrieri ignari. Nel trapanese, in particolare, i Carabinieri hanno sequestrato circa 210 chilogrammi di materiale esplosivo all’interno di un’abitazione in contrada Lenzi. L’uomo arrestato, A. G., non sarebbe originario della zona e, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe operato come “produttore” conto terzi, pur non risultando inserito stabilmente in contesti criminali organizzati. Nel complesso, in Sicilia sono stati sequestrati oltre 500 chili di esplosivo, di cui 307 ad Aci Catena.
L’indagine, partita nel 2023 dopo il sequestro nel pescarese di 177 ordigni artigianali e oltre 15 chili di esplosivo, ha fatto emergere un sistema strutturato con base tra Montesilvano e Penne, guidato – secondo gli investigatori – da un 45enne ritenuto promotore del sodalizio. Oltre al traffico di cocaina e hashish, l’organizzazione avrebbe gestito un canale parallelo di vendita online di esplosivi e armi, utilizzando chat criptate, indirizzi fittizi e spedizioni tramite corrieri inconsapevoli. Tra i filoni più delicati anche l’introduzione di droga nel carcere di Pescara, con dosi recapitate durante i colloqui e contatti mantenuti attraverso cellulari clandestini. Il sequestro assume particolare rilievo per l’elevato potenziale distruttivo del materiale rinvenuto, confezionato in migliaia di ordigni artigianali. Le indagini sono ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi.