Le alluvioni che da decenni colpiscono Trapani non sono solo il frutto dei cambiamenti climatici o delle piogge intense, ma anche il risultato di scelte urbanistiche sbagliate, speculazioni e omissioni protratte nel tempo. A sostenerlo è il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, che richiama una lunga documentazione storica fatta di verbali, prescrizioni del Genio Civile, diffide e interrogazioni risalenti già agli anni ’70, dopo la seduta del Consiglio comunale del 7 febbraio dove si sono mosse delle accuse anche contro la sua Amministrazione. Secondo il primo cittadino, nel corso degli anni alcune lottizzazioni hanno favorito interessi privati, scaricando però i costi e le conseguenze sugli ignari cittadini trapanesi, che ancora oggi pagano in termini di allagamenti, danni e, purtroppo, anche vittime. “Le alluvioni si sono susseguite – sottolinea Tranchida – con enormi danni pubblici e privati, ma troppo spesso si è preferito il silenzio o il quieto vivere”. Il sindaco evidenzia come, accanto ai mutamenti climatici, abbiano inciso decenni di disattenzioni, quando non vere e proprie responsabilità politiche e amministrative, che hanno reso la città sempre più vulnerabile. Una situazione aggravata, a suo dire, da tentativi trasversali di minimizzare il problema o di ridurlo alla semplice mancanza di manutenzione delle caditoie.
Un punto centrale riguarda il canale Scalabrino, storico sistema di deflusso delle acque piovane da monte a valle, la cui progressiva cancellazione avrebbe contribuito agli allagamenti nelle aree tra via Marsala, via Libica e via Virgilio. “Negare l’esistenza di quel canale o fingere di non conoscerne la storia – afferma Tranchida – non cancella la realtà: l’acqua segue le leggi della natura e torna sempre nei suoi percorsi originari”. Il sindaco ricorda come, dopo la settima alluvione del 26 settembre 2022, il tema sia stato strumentalizzato politicamente in vista delle elezioni del 2023. “Qualcuno voleva fermare chi stava iniziando a capire e a mettere in discussione interessi consolidati – sostiene – ma i trapanesi hanno scelto diversamente”.
Oggi, grazie anche allo studio sui dissesti idrogeologici, l’amministrazione intende fare chiarezza sulle cause e sugli effetti di quanto accaduto negli anni. “Emergono verità storiche e documentali – conclude Tranchida – che comportano responsabilità almeno politiche, etiche e morali. Non arretreremo di un passo: la difesa dell’interesse pubblico viene prima di qualsiasi convenienza”. “Anche se fosse l’ultima battaglia della mia amministrazione – afferma il sindaco – non la baratterò per un posto al sole. Trapani è in cammino e non può né fermarsi né tornare indietro”.
Foto di repertorio, alluvione Trapani 2022