Una nave commerciale di bandiera liberiana è stata fermata nel porto di Trapani a seguito di un’ispezione condotta dal Nucleo Port State Control della Capitaneria di porto, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Palermo. Il provvedimento è scattato nella serata di ieri, dopo che i controlli hanno evidenziato diverse irregolarità rispetto agli standard internazionali in materia di sicurezza della navigazione. L’unità, lunga circa 130 metri e di oltre 8 mila tonnellate, era impegnata nelle operazioni di sbarco di pale eoliche ed era giunta in porto nella mattinata di martedì 27 gennaio. L’ispezione è stata effettuata da un team specializzato della Guardia Costiera di Trapani, che ha rilevato sei gravi deficienze tali da impedirne la partenza. Per la gravità delle criticità riscontrate, legate in particolare alle procedure di emergenza, alla sicurezza dell’equipaggio e al sistema di gestione della sicurezza, è stato disposto il fermo amministrativo della nave (cosiddetta “detenzione”), al fine di prevenire rischi per le persone a bordo, per l’ambiente marino e per le altre unità in navigazione.
I controlli hanno riguardato inizialmente la documentazione di bordo e i titoli professionali del personale imbarcato, composto da marittimi di nazionalità russa, ucraina, indiana e filippina, per poi estendersi alle principali aree della nave, tra cui ponte di comando, sala macchine, timoneria e alloggi dell’equipaggio. La nave, prima a essere fermata nel 2026 dalla Guardia Costiera di Trapani, potrà riprendere la navigazione solo dopo aver sanato tutte le irregolarità, sotto la supervisione dell’Autorità di bandiera e degli ispettori del registro di classifica, e a seguito di una nuova ispezione. Le attività di controllo rientrano nel quadro del Paris Memorandum of Understanding, l’accordo internazionale che coinvolge Paesi europei, Regno Unito e Canada, volto a garantire il rispetto delle convenzioni internazionali a tutela della sicurezza della navigazione, delle condizioni di vita e di lavoro degli equipaggi e della protezione dell’ambiente marino.