“La parità non è un dettaglio. È la misura della qualità democratica di un’istituzione. Non parliamo di una norma rivoluzionaria, ma semplicemente di applicare la Costituzione. Come già avviene in tutta Italia, è ora che anche la Sicilia si allinei al resto della nazione. Non parliamo quindi di ‘quote rosa” ma di democrazia, di attuazione del diritto di pari rappresentanza sinora violato e che non può più essere rinviato”. Lo dichiara Cleo Li Calzi, presidente del Pd Sicilia e componente dell’esecutivo nazionale Donne Democratiche, in vista della discussione, nei prossimi giorni all’Ars, del ddl Enti Locali che, all’articolo 8, introduce un principio semplice e necessario: nelle giunte comunali nessun genere può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, come già avviene nel resto del Paese in applicazione della legge 56/2014.
“Come Partito Democratico – prosegue – chiediamo una cosa chiara e lineare: allinearci alla normativa nazionale anche nella composizione delle giunte comunali. È un punto cardine dell’Agenda Femminista che guida l’azione del PD Sicilia, approvata dalla nostra Assemblea regionale e sulla quale non arretreremo. Ciò che altrove è realtà da anni, in Sicilia deve ancora diventare norma: per questo – conclude – chiediamo che l’Aula si assuma le sue responsabilità e si esprima con il voto palese.”