Circa tre milioni di euro per l’acquisizione di terreni privati all’interno della Riserva Naturale Integrale Lago Preola e Gorghi Tondi. È questo l’importo del finanziamento ottenuto dal Comune di Mazara del Vallo, in collaborazione con WWF Italia, grazie all’Avviso pubblico del Dipartimento Ambiente della Regione Siciliana rivolto all’acquisizione al demanio regionale di aree ricadenti nei siti Natura 2000. Il progetto mazarese, approvato con D.D.G. (Decreto del Dirigente Generale) n. 1 dell’8 gennaio 2026 dall’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, prevede un importo complessivo di 2.926.021,51 euro e punta a rafforzare la tutela di uno dei patrimoni naturalistici più importanti del territorio. Un risultato che l’amministrazione comunale rivendica come frutto della sinergia istituzionale con il WWF e di un percorso amministrativo avviato già nel corso dello scorso anno.
L’obiettivo del progetto
L’obiettivo dichiarato è chiaro: acquisire al demanio regionale terreni oggi di proprietà privata, ma già ricadenti all’interno dell’area protetta, così da garantire una gestione più omogenea e una tutela ambientale che possa risultare più efficace. Un passaggio che, sulla carta, dovrebbe rafforzare la salvaguardia degli ecosistemi presenti all’interno della riserva e limitare il rischio di utilizzi impropri o pressioni speculative. Tuttavia, accanto alla rilevanza del finanziamento, restano alcuni nodi che meritano attenzione. Il primo riguarda i tempi e le modalità concrete con cui l’operazione verrà portata a termine. L’acquisizione delle aree avverrà infatti “a valore di mercato”, previa adesione volontaria dei proprietari, ma non è ancora chiaro quanti di questi abbiano effettivamente manifestato la volontà – rispondendo a un avviso pubblico scaduto lo scorso 23 giugno – di cedere i terreni né quali saranno le tempistiche reali per il completamento dell’iter. Un secondo elemento riguarda l’impatto reale dell’operazione sul territorio. L’acquisizione delle aree rappresenta un passaggio fondamentale sotto il profilo giuridico e amministrativo, ma da sola non basta a risolvere criticità storiche legate alla fruizione, alla vigilanza e alla valorizzazione della R.N.I. Senza un piano gestionale adeguatamente finanziato e senza un rafforzamento dei controlli, il rischio è che l’intervento resti confinato a un’importante, ma incompleta, operazione patrimoniale. Non va poi trascurato il tema della trasparenza e del coinvolgimento della comunità locale.
L’esproprio e gli appunti tecnici
L’avviso pubblico rivolto ai proprietari interessati alla cessione dei terreni è stato pubblicato a maggio 2025 con scadenza lo scorso 23 giugno, ma il dibattito pubblico sull’operazione è rimasto piuttosto limitato. Un investimento di quasi 3 milioni di euro, pur destinato a finalità ambientali condivisibili, avrebbe probabilmente meritato – come ad esempio qualche mese fa ebbe modo di dirci il naturalista prof. Enzo Sciabica – un maggiore confronto con cittadini, associazioni e operatori del territorio. Dal punto di vista amministrativo, gli atti sono stati curati dal dirigente del settore tecnico comunale, ing. Basilio Sanseverino, e dalla responsabile del procedimento, ing. Rosamaria Basone, su direttiva della Giunta municipale, che ha approvato l’accordo di collaborazione con WWF Italia con deliberazione n. 81 del 23 maggio 2025. Il finanziamento rappresenta senza dubbio un’opportunità importante per Mazara del Vallo e per la tutela di un’area di straordinario valore naturalistico. La vera sfida, però, inizia adesso e consiste nel trasformare questo risultato amministrativo in un intervento concreto, efficace e duraturo, capace di produrre benefici ambientali reali e non soltanto di arricchire il patrimonio pubblico sulla carta.