«Il porto di Marinella di Selinunte non è più un porto, ma un monumento all’inerzia e all’incompetenza della Regione. Barche bloccate, insabbiamento cronico e tonnellate di posidonia stanno paralizzando anche quest’anno la marineria locale, mentre il Governo regionale continua a girarsi dall’altra parte».
La deputata regionale trapanese del M5S, Cristina Ciminnisi, denuncia da anni la totale negligenza della Regione verso i piccoli porti siciliani, vitali per decine di famiglie. Già nel 2023 e di nuovo nel 2024, evidenziò la situazione di stallo a Marinella, da anni in condizioni di grave criticità. A oggi da alcuni giorni l’imboccatura del porto, già afflitta da insabbiamento cronico, è stata ulteriormente ostruita da un abbancamento massiccio di posidonia, con conseguenze devastanti per la navigabilità e l’attività dei pescatori locali. «Ricordo incontri in Assessorato e sopralluoghi in cui si era individuata una soluzione nell’allungamento del molo di sopraflutto – spiega Ciminnisi – ma non un solo cantiere è mai partito. Quello di oggi è il risultato della totale indifferenza del Governo Schifani».
«Allungare il molo di sopraflutto – aggiunge la deputata –impedirebbe insabbiamento e l’accumulo periodico di posidonia, garantendo finalmente la navigabilità del porto in sicurezza. È un intervento concreto eppure la Regione preferisce continuare a ripetere ogni anno interventi tampone totalmente inutili».
«I pescatori di Marinella – conclude Ciminnisi – non possono più essere ostaggio della burocrazia e dell’incapacità della Regione. Da anni sollecito interventi reali perché ogni giorno di ritardo significa perdita di lavoro, stagioni sprecate e danni irreparabili al territorio. È ora di smetterla con le promesse: la Regione deve intervenire subito, prima che il porto diventi una trappola per barche e pescatori».