L’Avaro di Molière al Teatro Impero di Marsala. Un capolavoro siciliano irresistibile

redazione

L’Avaro di Molière al Teatro Impero di Marsala. Un capolavoro siciliano irresistibile

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mercoledì 14 Gennaio 2026 - 18:11

L’ avaro di Molière è tornato in scena al Teatro Impero di Marsala grazie all’arguta ironia di Enrico Guarneri e alla brillante regia di Guglielmo Ferro. Una versione tutta siciliana che mescola classicità e dialetto, comicità e critica sociale, portando in scena un Arpagone tirchio fino al midollo, paranoico, sospettoso, malfidato, ma umano, fragile, geniale e irresistibile.

L’Interpretazione magistrale di Guarneri

Enrico Guarneri domina la scena con una performance superba, incarnando un Arpagone che non è solo un avaro stereotipato, ma un personaggio profondo, intriso di debolezze umane che strappano risate e commuovono. Il suo uso del dialetto siciliano infonde al testo originale una vitalità contagiosa, rendendo ogni battuta un colpo di genio comico che arriva dritto al cuore del pubblico marsalese. Guarneri, con la sua presenza scenica magnetica, trasforma il tirchio in un eroe tragico-comico, capace di suscitare empatia nonostante le sue meschinità, e il suo monologo sul denaro diventa un momento di pura poesia ironica. La sua interpretazione, lodata per la naturalezza e il dominio del palco, eleva lo spettacolo a un livello di eccellenza assoluta.

La regia e lo spettacolo complessivo

Guglielmo Ferro orchestra una regia intensa e coinvolgente, che accompagna lo spettatore in un viaggio tra conflitti familiari, sotterfugi amorosi e riflessioni sull’avarizia eterna. Il ritmo incalzante, le situazioni grottesche e le battute fulminanti smascherano con tagliente ironia le meschinità umane, ancora drammaticamente attuali in un’epoca di consumismo sfrenato. Costumi curatissimi, scenografie evocative che ricreano un’ambientazione ottocentesca siciliana con tocchi moderni, e un cast eccellente – dove ogni attore contribuisce con precisione chirurgica – rendono la messa in scena un trionfo di armonia teatrale. Ferro bilancia alla perfezione comicità fisica e profondità psicologica, evitando forzature e puntando sull’essenza corrosiva di Molière.

Riflessioni profonde tra risate

Oltre il divertimento garantito, lo spettacolo offre uno spunto di riflessione profondo sull’essere umano: Arpagone non è solo un simbolo di ossessione per il denaro, ma un specchio delle nostre fragilità, dell’egoismo che ci rende patetici e crudeli. In questa trasposizione siciliana, la critica sociale al denaro che corrode i legami familiari risuona con forza maggiore, grazie al dialetto che la rende familiare e pungente. Il pubblico del Teatro Impero, quasi sold out per l’occasione del 9 gennaio, ha risposto con applausi scroscianti, confermando il fascino intramontabile dell’opera.È uno spettacolo che diverte, commuove e fa pensare, perfetto per una serata al teatro che lascia il segno. In conclusione, “L’Avaro” con Guarneri è un evento imperdibile: divertente, profondo e magistralmente eseguito. Un omaggio al genio di Molière che, nelle mani di questi maestri siciliani, acquista nuova vita e universalità.

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