Per Trapani-Birgi oltre 112 milioni per il primo centro F-35 con l’americana Luke Air Force

redazione

Per Trapani-Birgi oltre 112 milioni per il primo centro F-35 con l’americana Luke Air Force

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giovedì 08 Gennaio 2026 - 15:37

Trapani-Birgi si prepara a diventare uno snodo strategico della difesa aerea europea. Con uno stanziamento di 112,6 milioni di euro, appena autorizzato dal Ministero della Difesa, l’aeroporto militare ospiterà il Lightning Training Center (LTC), il cuore del primo centro internazionale di addestramento sugli F-35 al di fuori degli Stati Uniti. Un progetto di portata storica che proietta la base siciliana in una dimensione globale, rendendola la “gemella” europea della celebre Luke Air Force Base in Arizona. Il via libera è arrivato attraverso una Determinazione a Contrarre della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità, che prevede investimenti distribuiti su cinque anni per avviare la prima fase del progetto. Con questa scelta, Trapani diventa la terza base operativa degli F-35 in Italia, dopo Amendola e Ghedi, rafforzando ulteriormente il ruolo del Paese all’interno del programma internazionale JSF.

Non si tratta soltanto di ospitare nuovi velivoli di quinta generazione. A Birgi nascerà un vero e proprio ecosistema addestrativo: un Gruppo Volo nazionale, uno internazionale dedicato alla formazione di piloti stranieri e, soprattutto, il Lightning Training Center, dotato di strutture avanzate e sistemi di simulazione di livello alleato. Il finanziamento copre la realizzazione di alcune infrastrutture chiave: un edificio per l’addestramento a terra, ambienti ad altissima sicurezza per la gestione di dati classificati del programma F-35 e simulatori di volo di ultima generazione. In termini semplici, gran parte dell’addestramento dei piloti potrà avvenire a terra, in ambienti virtuali estremamente realistici, riducendo costi, usura degli aerei e impatto ambientale. Fino a circa metà delle missioni di qualificazione potrà essere svolta senza decollare, mantenendo però lo stesso livello di complessità operativa.

Il progetto

Il progetto sarà realizzato da un raggruppamento di imprese guidato da Leonardo e Lockheed Martin, due attori centrali del programma F-35. Leonardo, in particolare, rappresenta l’asse portante della filiera industriale italiana, grazie anche al sito di Cameri, unico stabilimento europeo di assemblaggio dell’F-35 e centro di manutenzione per l’area. Il calendario è ambizioso e stringente: la prima capacità addestrativa è prevista per dicembre 2028, mentre il completamento dell’intero centro dovrà avvenire entro il 1° luglio 2029. La Difesa considera il progetto critico: eventuali ritardi potrebbero compromettere la posizione dell’Italia come hub addestrativo europeo di riferimento.

La base di Birgi posizione strategica fuori dagli Usa

Dal punto di vista operativo, Trapani-Birgi aggiunge un tassello fondamentale all’architettura dell’Aeronautica Militare. La base, sede del 37° Stormo, occupa una posizione strategica tra Tirreno e Canale di Sicilia, ideale per attività di difesa aerea e proiezione nel Mediterraneo allargato. L’arrivo del Lightning Training Center non è solo simbolico, ma consolida una vocazione già esistente, proiettandola nella quinta generazione. L’annuncio ufficiale del centro internazionale era arrivato già nel settembre 2025, quando venne confermato che Trapani avrebbe ospitato il primo polo addestrativo F-35 internazionale fuori dagli USA. Finora, infatti, l’addestramento multilaterale era concentrato esclusivamente sul suolo americano. Con Birgi, l’Europa avrà finalmente un hub autonomo ma perfettamente integrato nella rete globale del programma.

Nato sempre più presente in Italia

Il nuovo centro si inserisce in un percorso più ampio che negli ultimi anni ha visto l’Italia costruire un sistema formativo completo, dalla scuola di volo avanzata di Decimomannu fino all’addestramento sui caccia di quinta generazione. Un modello che ha già attirato l’interesse internazionale, al punto che nel 2025 anche l’US Air Force ha scelto l’Italia per addestrare i propri allievi. Le ricadute non saranno solo militari. Un’infrastruttura di questo tipo porterà con sé lavori, servizi e indotto economico, con l’arrivo di personale altamente specializzato, tecnici, istruttori e imprese impegnate nelle costruzioni e nei sistemi tecnologici. È plausibile anche un aumento della domanda abitativa sul territorio, come già avvenuto in altri contesti simili. Infine, c’è un aspetto strategico che va oltre Trapani e oltre l’Italia: standardizzare l’addestramento degli F-35 in Europa significa garantire interoperabilità totale tra le forze NATO, formando piloti capaci di operare senza soluzione di continuità con colleghi addestrati negli Stati Uniti o in altri Paesi alleati. Un moltiplicatore di efficacia militare, ma anche un segnale politico chiaro sul ruolo dell’Italia nel futuro della difesa europea.

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Un commento

  1. Giovanni Teresi 8 Gennaio 2026 18:05

    Progetto molto interessante non solo per l’addestramento militare, ma anche per lo sviluppo del territorio.

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