“Oh mamma mamma mamma, ho visto Cicciarella. Ehi mammà, innamorato so’”. Cantavano così i tifosi del Futsal Mazara lo scorso anno accompagnando i successi della formazione gialloblu, trascinata a suon di gol da Giuseppe Gancitano, alias Cicciarella, pivot classe 1981, mazarese doc che qualche giorno fa, nell’ultima gara interna dell’anno, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Emblema di una mazaresità che ha sempre fatto breccia nel cuore dei tifosi gialloblu del Futsal Mazara, adesso, alla tenera età di 43 anni, la decisione di appendere gli scarpini al chiodo. Una carriera lunga e ricca di successi non solo in gialloblu. Nella sua lunga parentesi in Veneto ha vinto infatti cinque campionati e tre coppe e per cinque volte la classifica di capocannoniere. Nel 2023, la decisione di tornare a Mazara, dove è stato tra gli assoluti protagonisti: “Fare questo passo davanti a questo pubblico numeroso – ci ha spiegato – è stato fantastico, un’atmosfera fantastica. Per quanto mi riguarda è stata una scelta di testa. La passione continua, quella c’è sempre, vedremo il prossimo anno. Non so come e dove ma qualcosa farò. Ho iniziato qui, ho finito qui”. E non poteva immaginare addio al futsal migliore Gancitano. Contro il Castellana, davanti ai propri tifosi, è infatti arrivata una doppietta che ha permesso alla sua squadra di vincere e tornare nella parte sinistra della classifica.

“Sono contentissimo – aggiunge – ringrazio tantissimo i miei tifosi, lo posso dire. Finire così, con una vittoria e una doppietta, che dedico alla mia famiglia, era difficile da immaginare. Sono molto contento di quello che ho fatto quest’anno e negli anni passati. Finire qui è qualcosa di particolare, forse ancora lo devo realizzare”. Un legame con la piazza indissolubile, come quello con il gruppo, a cui l’esperto pivot ha dovuto trasmettere cosa significa indossare questa maglia: “Ricordiamo tutti cosa è successo lo scorso anno, qualcosa di indescrivibile e irripetibile. Sono molto contento di quello che ho fatto, ma si vince sempre come squadra, mai da singolo. Motivare il gruppo? Il mister mi ha chiesto questo a inizio anno e io ho fatto il mio. Sono contento per questo. Ho aiutato i ragazzi che rappresentano il futuro. Spero soltanto che i locali riescano ad avvicinarsi a questo sport fantastico”.
L’abbraccio con la Curva, un’esultanza ormai iconica con tanto di selfie dopo i gol in casa, Gancitano ha potuto viverla anche nel giorno del suo addio: “Il Palazzetto è il nostro fortino. I tifosi sono straordinari e ricordo soprattutto due episodi: lo scorso anno sono venuti fino in Basilicata facendo più di 20 ore di macchina per vedere 40 minuti di partita. E poi a Ispica, nell’ultima partita di campionato, sono rimasti fuori dai cancelli (la gara decisiva per la promozione si giocò a porte chiuse) e ci hanno aspettato per festeggiare insieme. Posso soltanto dire grazie”. Con i tifosi c’è sempre stato un rapporto di amore e rispetto reciproco. “Il coro personalizzato? Anche troppo – ci spiega sorridendo – io sono sempre stato un ragazzo umile. E voglio dire ai ragazzi di usare meno il cellulare e mettere più passione in campo, essendo sempre umili”. A spendere parole al miele su Gancitano sono anche il tecnico Enzo Bruno e il presidente Filippo Maggio. E si fantastica già sul prossimo anno. Cosa farà Cicciarella una volta appesi gli scarpini al chiodo? “Al momento non c’è nulla, ma sicuramente vorrei iniziare qualcosa con i bambini, scuola calcio o calcio a cinque. Oppure se la società qui mi chiamerà per fare qualcosa con loro sarò a disposizione. Una cosa è certa – conclude Gancitano – lo sport è vita e io non mi fermo”.