Scrive don Mario Pellegrino: “vi racconto i miei ultimi mesi in Sud Sudan”

redazione

Scrive don Mario Pellegrino: “vi racconto i miei ultimi mesi in Sud Sudan”

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venerdì 14 Febbraio 2025 - 06:45

Sono già passati tre mesi dal mio rientro in Sud Sudan dopo il tempo di riposo passato in Italia. Tre mesi forti, intensi, pieni. Subito dopo essere arrivato nella capitale Juba sono partito in safari per circa un mese e mezzo per battezzare i nostri bambini nell’esteso territorio della nostra missione, circa 300 km, a piedi e in canoa. La mia partenza dalla capitale è stata ritardata a causa di degli scontri che sono successi a Juba mentre ero li e per i quali i voli nazionali sono stati cancellati. Quando i voli sono stati ristabiliti, sono partito per un villaggio che si chiama Ganyliel, a sud della missione, prendendo prima un aereo e poi un elicottero delle Nazioni Unite.
E’ stata una gioia grande riabbracciare la mia gente, questo popolo meraviglioso di cui mi sono innamorato. Insieme a giovani, donne e catechisti, ho camminato per tanti chilometri, passando da villaggio a villaggio, da una comunità cristiana all’altra, per portare una parola di pace e di speranza a questo popolo sofferente. Quando sono arrivato in un villaggio che si chiama Majak sono stato colpito da una forte malaria che mi ha messo KO per un paio di giorni. E’ stata un’esperienza che ancora ancora una volta mi ha fatto sentire la vicinanza e l’affetto della gente nei miei confronti. Dopo di che, mi sono spostato dall’altra parte della missione, nella contea di Leer. Ho fatto 3 giorni pieni in una canoa, giorno e notte; 3 giorni molto faticosi, ma che mi ha dato la possibilità di contemplare le stelle, di far causa comune con la mia gente che è spesso costretta a fare dei viaggi del genere, di ringraziare per il dono di essere missionario tra i Nuer.
Ho continuato la visita alle comunità fino ai primi di Gennaio. Ho celebrato il Natale con il popolo; abbiamo riflettuto sul fatto che il Dio della Vita si abbassa a tal punto da venire a vivere in mezzo a noi, di essere uno di noi. Abbiamo condiviso insieme la gioia che questo Bambino che è nato è la nostra speranza, è la mia speranza, è la speranza del mondo. E’ lui il Principe della Pace! Da fine Novembre all’inizio di Gennaio ho celebrato circa 1.800 battesimi di bambini le cui famiglie sognano una vita e un futuro vero per i loro figli. Molte parti della missione sono completamente allagate e la gente ha perso anche quel pezzettino di terra che aveva per coltivare. I prezzi al mercato sono altissimi a causa di una fortissima inflazione che sta colpendo il paese. In alcune zone della missione continuano i conflitti e il furto di mucche da una tribù all’altra.
Noi missionari non perdiamo la speranza; la nostra speranza ha un nome, si chiama Gesù. Vogliamo continuare ad offrire quel poco che siamo e diventare ogni giorno pane spezzato per il nostro popolo. Presto apriremo il centro catechetico per la formazione dei catechisti. A metà Febbraio cominceremo l’asilo a Leer per prenderci cura dei nostri bambini, il futuro del nostro paese. A Marzo apriremo la scuola secondaria per aiutare i nostri giovani a realizzare il loro sogno grande che è quello di studiare e cambiare la loro vita.
Ringrazio tutti voi per la vostra amicizia e il vostro continuo sostegno. Restiamo uniti e dovunque ci troviamo a vivere non dobbiamo avere paura di sporcarci le mani per costruire un mondo più umano e più bello. Non siamo soli. Il Dio della Vita vive in noi e ci precede nel cammino! Non sprechiamo la nostra vita, ma spendiamola per qualcosa che ne valga veramente la pena!
Un abbraccio di pace a tutti!

Mario

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