Trapani, il sindaco Tranchida risponde a tono alla lettera anonima dei ‘Cittadini Trapanesi’

Carmela Barbara

Trapani, il sindaco Tranchida risponde a tono alla lettera anonima dei ‘Cittadini Trapanesi’

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mercoledì 22 Gennaio 2025 - 07:00

Un ciclone mediatico si abbatte su Trapani, non meno impetuoso delle piogge torrenziali che di recente hanno messo a dura prova la città. La scintilla? Una lettera “anonima” firmata da un sedicente gruppo di “Cittadini Trapanesi”, che denuncia presunti giochi di potere, accuse velate e decisioni urbanistiche che potrebbero stravolgere il volto della città. Al centro della polemica, il sindaco Giacomo Tranchida e il progetto ambizioso dell’imprenditore Valerio Antonini per la costruzione di una faraonica “Cittadella dello Sport”. Ai nostri microfoni, il primo cittadino replica con fermezza, alzando il velo su dinamiche politiche e imprenditoriali che, secondo lui, stanno scuotendo gli equilibri consolidati della città.

Sindaco Tranchida, come risponde alle accuse mosse dalla lettera dei ‘Cittadini Trapanesi’?

La lettera anonima è un classico esempio di mascariamento, una tecnica denigratoria che chiunque abbia familiarità con la cultura mafiosa riconosce al volo. Non mi stupisce che ci siano attacchi di questo genere: da anni sono bersaglio di azioni mediatiche e insinuazioni strumentali, amplificate da chi, evidentemente, è preoccupato dai cambiamenti che stiamo portando avanti. La firma anonima non nasconde altro che interessi personali e timori di chi si vede minacciato dalla nostra determinazione a modernizzare Trapani, senza piegarci a logiche di potere o favoritismi.

La Cittadella dello Sport è uno dei temi più controversi. Ritiene che il progetto sia davvero una minaccia per l’assetto urbanistico della città?

Il progetto della Cittadella dello Sport è ambizioso, ma non sarà mai realizzato a scapito dell’interesse pubblico. Antonini ha proposto uno studio di fattibilità per un’infrastruttura sportiva di livello internazionale, con stadi, palazzetti e persino un hotel con vista sul campo da gioco. È un investimento privato che, se ben regolamentato, potrebbe rappresentare un’opportunità straordinaria per Trapani e il suo hinterland. Tuttavia, non permetterò che decisioni di questa portata vengano prese in modo affrettato o senza la partecipazione della comunità. Il Consiglio straordinario che convocheremo sarà uno spazio per il confronto aperto, e garantisco che ogni decisione sarà presa con trasparenza.

L’anonimo sostiene che il progetto di Antonini rischi di compromettere altre infrastrutture in programma, come il nuovo ospedale o l’interporto. Come risponde a queste preoccupazioni?

Questa è una narrazione strumentale e disinformata. Il nostro piano urbanistico generale mira a garantire il decongestionamento urbano e a migliorare i servizi per tutti i cittadini, non a favorire speculazioni fondiarie o patrimoniali. Non c’è alcuna competizione tra il progetto della Cittadella dello Sport e altre opere fondamentali come l’ospedale, l’interporto o la Cittadella della Giustizia. Anzi, lavoriamo per un piano integrato che favorisca uno sviluppo equilibrato, rispettando le esigenze dei cittadini e le potenzialità del nostro territorio.

La lettera accusa alcuni esponenti politici locali di assecondare gli interessi di Antonini. Quali sono i suoi rapporti con questo imprenditore?

Con Antonini, come con qualsiasi imprenditore, mantengo rapporti leali e improntati alla trasparenza. Non c’è alcun favoritismo o accordo sottobanco. Quando un imprenditore porta proposte di sviluppo per il territorio, è nostro dovere valutarle, ascoltare le idee e verificare la loro fattibilità, sempre nell’interesse collettivo. Il progetto della Cittadella dello Sport è in una fase preliminare: nessun appalto, nessuna firma, nessun impegno è stato preso. Questo genere di attacchi, però, fa emergere quanto Trapani abbia bisogno di un dibattito pubblico serio e non di sterili polemiche fomentate dall’anonimato.

Qual è la sua visione per il futuro di Trapani in un contesto di sviluppo e modernizzazione?

La mia visione è chiara: voglio una Trapani che possa competere a livello regionale, nazionale e, perché no, internazionale. Una città che sappia guardare al futuro, rispettando la sua storia, ma che abbia il coraggio di innovare. Le infrastrutture sportive, gli investimenti sulla sanità e sui trasporti, il rilancio del porto e delle attività economiche sono tasselli di un puzzle più grande. Tuttavia, questo futuro lo costruiamo insieme: non accetto che si provi a dividere la comunità attraverso insinuazioni infondate. La vera domanda che dobbiamo porci è: vogliamo restare fermi o vogliamo progredire? Io scelgo il progresso, ma lo faccio dialogando con tutti i cittadini, non con chi si nasconde dietro lettere anonime.

Tranchida insomma non si tira indietro e risponde con fermezza, respingendo le accuse con un mix di pragmatismo e passione per il futuro di Trapani. La lettera anonima, secondo il sindaco, rappresenta un tentativo di frenare una città che si muove verso il cambiamento, un cambiamento che passa attraverso investimenti, modernizzazione e trasparenza. Resta da vedere come si svilupperà il dibattito nei prossimi mesi, ma una cosa è certa: Trapani è ormai il teatro di una sfida tra vecchie logiche di potere e nuove opportunità.

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