La cattura del mandriano Antonino Gandolfo, la storia di Marsala

redazione

La cattura del mandriano Antonino Gandolfo, la storia di Marsala

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lunedì 19 Febbraio 2024 - 11:44

Riportando documenti storici, il marsalese Antonino Sammartano racconta della cattura del mandriano Antonino  Gandolfo.

Il soldato della Compagnia di Trapani Giuseppe Occhipinti, nell’agosto del 1850 ,ricevette una soffiata con la quale veniva avvisato che il mandriano Antonino Gandolfo, inteso bei capelli, teneva nascosti nei muri del recinto della mandria e nella casa campestre di Villa Petrosa, sita nel territorio di Marsala, armi e munizioni da guerra.

Recatesi nei luoghi indicati nella denuncia, i soldati della Compagnia rinvenivano ,nascosti in un muro di pietra a secco, una carabina, due fucili, tre giberne con diverse munizioni da guerra. Perquisita poi la casa d’abitazione annessa all’ovile, fu trovata una borsa di cuoio con 37 pallottole, 92 lupare (munizioni per fucili da caccia), un sacchetto di polvere da sparo, un lungo coltello e altri oggetti provenienti sicuramente da diversi furti.

Il Gandolfo, infatti, era noto per essere un uomo “sanguinario, rivoltoso e dedito a furti”

Al rinvenimento degli oggetti citati sopra, il Gandolfo manifestò tutto il suo stupore dicendo di non sapere nulla di quelle armi. Ma due dei suoi pastori lo smentirono, affermando che il Gandolfo faceva uso di quelle armi e che lo stesso li aveva nascosto in quel muro.

Gandolfo Antonino fu arrestato e consegnato alla Giustizia.

Il Consiglio di Guerra condannò Antonino Gandolfo alla pena capitale. La sentenza venne eseguita il 10 ottobre 1850 a Marsala alle ore 13,00 precise. “L’ordine e la tranquillità pubblica non soffrirono la menoma alterazione” Parole dell’Intendente di Trapani.

A noi uomini del XXI secolo stupisce la severità della condanna, si trattava infatti di un reato che riguardava la detenzione illegale di armi da guerra e la velocità delle emissione della condanna a morte.

Quello che segue è il documento che riguarda la nota di spesa per la fucilazione di Antonino Gandolfo. Allora il condannato a morte, il giorno precedente alla fucilazione, godeva di uno speciale trattamento riguardante il pranzo dell’ultimo giorno della sua vita.

Marsala lì 16 Novembre 1850

Al Sig. Intendente di Trapani

In occasione della fucilazione fatta da questa Comune al condannato Antonino Gandolfo, eseguita la mattina del dieci Ottobre 1850, si è erogata la somma di Ducati 41. 5 giusta l’officio del Comandante la provincia di Trapani del dì otto detto mese di n. 2195.

-In primis per rosolio e biscotto comprati allo stesso come giunse in questo carcere D. 7. 5.

-Un piccione consumato per l’intera notte 20. –

-Una gallina per servizio dè Padri assistenti 42. 5

-Pane di semola 10.

-Vino buono quartucci tre 21.

-Per consumo di carbone ed olio per una frittura e minestra di pesci 25.

-Caffè e biscotti dati la mattina ai Padri assistenti dopo le messe 10.

-Dati al famolo di S. Domenico Salvatore Parrinello per servizio della notte 20.

-Un fazzoletto per la benda di palmi tre e mezzo di tele ascolla , e cordella 21. 5

-Per numero sette lumi, compartii in diverse stanze e nella camera dei soldati

d’Armi, nell’atrio, in mezzo alla scala del salone, ed altre Camere, consumo rotolo

uno 14.

-Apparatura nella cappella 80.

-Cera once nove 90.

-Una sedia per la fucilazione 25

-Per un carretto da Trapani a Marsala per trasportare il condannato Gandolfo 1. 40

-Becchini 50.

-Compagnia per il trasporto del cadavere al camposanto 65.

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Totale 41. 5.

Il Sindaco Il Capo Custode

Genna                                                                               Ignazio Zerilli     

Foto di repertorio del Museo Mirabile

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