Detenuto aggredisce due poliziotti al carcere di Trapani. Dura nota dei sindacati di categoria

redazione

Detenuto aggredisce due poliziotti al carcere di Trapani. Dura nota dei sindacati di categoria

Condividi su:

mercoledì 27 Novembre 2019 - 07:03
Detenuto aggredisce due poliziotti al carcere di Trapani. Dura nota dei sindacati di categoria

Un detenuto tunisino condannato a 14 anni di reclusione ha ferito due poliziotti che operano del nucleo operativo traduzioni. L’uomo si è scagliato contro i due rappresentanti delle forze dell’ordine dopo la sentenza, causando per uno la frattura al polso sinistro e altre contusioni con prognosi di 30 giorni; l’altro poliziotto è ancora in osservazione con un sospetto trauma cranico grave.

Duro il commento dei sindacati di polizia: “Mentre l’amministrazione apre altri padiglioni detentivi solo il personale di Polizia Penitenziaria subisce aggressioni quasi come un bollettino di guerra”, affermano i Segretari di SAPPE (Armando Gabriele), OSAPP (Antonio Savalli) ,UILPA PP (Ignazio Carini), USPP (Arcangelo Poma), CISL FNS (Vincenza Trapani).

“Noi – continuano i segretari delle sigle sindacali della Polizia Penitenziaria – ci abbiamo messo la faccia, il cuore e la dignità manifestando rumorosamente in occasione della visita del Capo Dap Basentini al carcere di Trapani, ma lui ha preferito rinchiudersi non ascoltando chi di carcere mastica più di tutti, soprattutto di chi in questo momento paventa derive poliziesche se per caso verrà eliminata la subordinazione tra poliziotti e direttori”.

Infine, la nota dei sindacalisti conclude: “La politica del buonismo non paga, è per questo che – dichiarano i leader delle sigle sindacali – a breve daremo inizio a lotte giacché è stato davvero una beffa vedersi aprire un altro reparto senza un aumento dell’organico, subendo addirittura l’onta della visita di un Capo che non ha ritenuto doveroso sentire i propri uomini….confermando la lontananza tra i lavoratori delle trincee penitenziaria e i colletti bianchi che da postazioni comode gestiscono il mondo penitenziario portandolo all’attuale sfascio”.

Condividi su: