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Emergenza rifiuti, da Trapani: “Soluzione tampone non è sostenibile”

“L’emergenza rifiuti è tutt’altro che risolta: la soluzione tampone ad oggi attuata dalla Regione Siciliana consiste nel percorrere centinaia di km al fine di scaricare i rifiuti presso un impianto sito nel catanese, con enorme aggravio dei costi e notevoli criticità per i comuni che, fino a qualche giorno fa, conferivano invece presso l’impianto della Trapani Servizi”. A dirlo sono il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e l’assessore all’Ecologia Emanuele Barbara, che sottolineano inoltre come “… sia evidente agli occhi di tutti che il nostro territorio, dopo anni di sforzi per raggiungere la ragguardevole percentuale di quasi il 70% di raccolta differenziata, partendo appena da poco più del 10%, non possa ora tornare indietro verso logiche assolutamente non condivisibili e lontane anni luce dallo sviluppo e dalla tutela dell’ambiente che la nostra amministrazione intende portare avanti con determinazione”.

I controlli dell’ARPA, che parimenti i due amministratori sollecitano per tutti gli altri siti sia pubblici che privati affinché Trapani Servizi non sia agnello sacrificale di una vicenda che ha del paradossale, potrebbero infatti mettere ulteriormente in evidenza come ad essere obsoleta sia l’attuale legge, per la quale anche su sollecitazione della SRR Trapani Provincia Nord, il Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti ha già inviato una nota urgente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Da parte nostra, massimo impegno ed assoluta vicinanza innanzitutto agli operai della Trapani Servizi, per i quali ci batteremo al fine di garantire gli attuali livelli occupazionali – concludono il Sindaco e l’Assessore – fermo restando che l’aumento esponenziale dei costi rischia di causare, in assenza di interventi a sostegno dei comuni da parte della Regione Siciliana – una inevitabile incidenza sulla Tari”.

redazione

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