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Caro mensa a Marsala, alcuni consiglieri occupano l’Aula e incontrano il sindaco…

Singolare e quanto mai unica appendice alla riunione del Consiglio comunale di Marsala che si è tenuta nel pomeriggio di ieri, martedì 9 gennaio.

Come accade spesso, ignorati i punti all’Ordine del Giorno, nelle consuete comunicazioni dei consiglieri, l’ha fatta da padrone la vicenda del servizio mensa scolastica nelle scuole lilybetane.

La situazione l’abbiamo ricostruita, raccontandovi dell’aumento del costo dei pasti e delle possibili, a volte improbabili proposte per evitare che ciò accada. E di questo si è parlato nella seduta dell’Assise Civica dove, stavolta, al di là delle indiscrezioni, sono arrivate delle proposte concrete di taluni esponenti che non si sono limitati a riportare il malumore delle parti in causa. Tutti hanno richiesto la presenza a gran voce del sindaco Massimo Grillo ed è trapelato che il primo cittadino solo in tarda serata avrebbe raggiunto i lavori d’Aula.

Prima di sintetizzare la proposta che ne è venuta fuori, occorrerà dire che abbiamo avuto l’impressione, quasi alla chetichella, che alcuni consiglieri comunali hanno abbandonato i lavori del Massimo Consesso Civico facendo venire meno il numero legale. Numero legale a cui il Presidente di turno, Piero Cavasino, non ha fatto ricorso visto che erano terminati gli interventi rinviando ad altra seduta che si svolgerà domani pomeriggio.

A questo punto, un gruppo di consiglieri ha deciso di occupare simbolicamente l’Aula in attesa che il sindaco, come era stato preannunciato, raggiungesse Palazzo XII Aprile. Sono rimasti in Aule le espressioni di opposizione: Flavio Coppola, Leo Orlando, Gabriele Di Pietra, Rino Passalacqua e Mario Rodriquez.

Ecco la proposta illustrata in Aula dal consigliere Di Pietra che potrebbe, a giudizio di diversi suoi colleghi, fare uscire la situazione dall’empasse in cui è precipitata. In pratica si potrebbe, secondo Di Pietra, rimanere alle tariffe in vigore fino al 31 dicembre 2023 prorogandole fino al termine dell’anno scolastico in corso, quindi fino alla fine del mese di maggio 2024. Si tratterebbe poi di trattare la parte eccedente soltanto alla ripresa del prossimo anno scolastico, dal mese di ottobre alle prossime pre-festività natalizie e visto che si registra un aumento di pasti in più – perchè sono aumentate le iscrizioni – il Comune lilybetano potrebbe intervenire in quota parte, come ha fatto finora per i pasti in più.

Intanto, indetto il nuovo bando – ricordiamo che per ora la ditta ‘uscente’ è in regime di proroga -, dal 1° gennaio 2025 si potrebbero avere le nuove tariffe anche tenendo conto di fondi recuperati da un eventuale ribasso d’asta. Comprendiamo che si tratta di un aspetto tecnico, tuttavia rimane il fatto che già dalla ripresa delle attività scolastiche l’8 gennaio, sono pochissimi gli alunni che nei vari plessi stanno usufruendo dei pasti.

Come abbiamo scritto il sindaco ha avviato gli incontri con le varie parti interessate alla vicenda.

Ma torniamo alla post-seduta del Consiglio comunale. Massimo Grillo intorno alle 22, è giunto a Sala delle Lapidi per incontrare gli ‘occupanti’, ma ha chiesto alla stampa di non essere presente all’incontro. Un suo diritto, ci mancherebbe, tuttavia sarebbe stato opportuno che chi racconta le vicende anche amministrative ai cittadini potesse essere sul posto per raccontare informazioni più dettagliate.

In ogni caso, da quello che è trapelato dall’incontro, si è appreso che i consiglieri hanno formulato la proposta che chiameremo “Di Pietra” e che il sindaco ha replicato che avrebbe interessato già dalla mattinata odierna, gli uffici comunali per valutarne la praticabilità. Intanto per venerdì è stata convocata una riunione tra l’Amministrazione comunale e i sindacati, i quali porteranno certamente sul tavolo della discussione le risposte su alcune indiscrezioni – ma lo ripetiamo al momento si tratta solo di voci – che sono giunte in queste ore di confusione sul tema.

Una fra tutte, si sarebbe detto che nel tentativo di operare una sorta di spending review, alle insegnanti che svolgono anche in quei momenti di mensa il ruolo di vigilanti, dovrebbero pagarsi il pasto che consumano. “Non è una cosa praticabile neppure per legge – ci hanno detto dai sindacati – stiamo arrivando a soluzioni che non hanno nè capo nè coda”.

Gaspare De Blasi

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