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L’identità (falsa) di Matteo Messina Denaro, interrogato il vero Andrea Bonafede

Andrea Bonafede, nato a Campobello di Mazara il 23 ottobre del 1963. C’è scritto così nella carta di identità di Matteo Messina Denaro, ovviamente un nome falso. Il boss era residente – così come scritto nel documento – a Campobello in via Marsala 54 e di professione fa il geometra. Alto 1,78, calvo e con gli occhi castani, tra i documenti d’identità che il boss castelvetranese ha presentato alla clinica “La Maddalena” di Palermo, c’è anche la tessera sanitaria.

Ma questo Andrea Bonafede pare fosse un nipote di un fedelissimo di Messina Denaro che, come gli inquirenti hanno appurato, nel giorno in cui questo Bonafede avrebbe dovuto essere sotto i ferri per rimuovere un tumore al colon, probabilmente all’ospedale “Abele Ajello” di Mazara (o forse a Marsala, ancora questo è da accertare), in realtà si trovava altrove.

Da qui si stringe il cerchio sul boss fino alla sua cattura ieri, intorno alle ore 9, davanti alla clinica in cui da un anno si recava per la chemio e in cui ieri era entrato per un semplice tampone anti-Covid.

Nel frattempo il geometra Andrea Bonafede, 59 anni, di Campobello di Mazara, ovvero il titolare della carta di identità utilizzata dal superlatitante, è stato interrogato dai carabinieri.

La carta di identità sarebbe stata falsificata da Matteo Messina Denaro, apponendo una sua foto al posto di quella del signor Bonafede. L’uomo non avrebbe risposto alle domande degli investigatori.

redazione

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