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Quando l’arcipelago delle Egadi non è soltanto mare e sole

Ben ritrovati, oggi proseguiamo il nostro viaggio in una dimensione non comune che, alle isole Egadi, assume contorni davvero intensi, nitidi e particolari. La settimana scorsa, parlando di “spiriti antenati” abbiamo conosciuto le esperienze di Paola e Giuseppina, questa settimana leggeremo le testimonianze di altre persone che hanno avuto esperienze altrettanto singolari. Ho raccolto negli anni diverse testimonianze che, nel tempo, mi farà piacere raccontarvi. Sempre se avrete voglia di seguirmi su queste pagine. L’arcipelago non è soltanto mare e sole. E’ anche mistero.

Emanuele:

“Nella mia famiglia si racconta che il bisnonno era un pastore e possedeva non soltanto le capre e le pecore ma anche le mucche, a Favignana. Questi animali dopo il pascolo venivano lasciati in un recinto in campagna e una notte il mio bisnonno fu costretto ad andare ad aiutare una mucca che doveva partorire. Ma ebbe un incontro spaventoso tanto che ne rimase scosso e terrorizzato per lungo tempo. Questa campagna era nella zona della cava di Sant’Anna, e in quella notte il mio bisnonno si affrettava lungo il sentiero, ma improvvisamente vide che a tagliargli la strada era un’ombra nera dal grande mantello. Dal portamento minaccioso e dagli abiti che indossava lo spettro, al mio bisnonno sembrò un pirata come veniva descritto nelle vecchie storie dell’isola e nonostante fosse un uomo coraggioso ne fu spaventato a morte. Per fortuna il fantasma svanì presto nel buio, così improvvisamente come era arrivato.”

Nello:

“I miei genitori erano di origine trapanese per questo organizzai un viaggio alle isole Egadi con i miei amici dell’università di Firenze amanti delle immersioni subacquee. Quell’estate del 1982, siamo scesi in Sicilia con le nostre tende da campeggio e dopo avere visitato vari posti che ricordavo da bambino siamo andati a Levanzo piantando le nostre tende poco distante dal paese, sulla sinistra del vecchio molo di attracco degli aliscafi. In quel periodo Levanzo aveva pochi servizi essenziali, ma era splendida lo stesso. Soprattutto la notte anche se poco illuminata. Noi ragazzi dimostravamo davvero un senso di avventura e la felicità di fare nuove esperienze che solo la gioventù può spingere a fare. Il nostro piccolo accampamento era composto da tre tende e la sera tardi amavamo accendere il fuoco e mangiare il pesce pescato. Il cielo era rischiarato da una luna piena e quindi le stelle erano quasi coperte dal suo chiarore. Improvvisamente è accaduto di assistere ad un qualcosa che cambia la vita e può renderti diverso per sempre. All’orizzonte abbiamo visto un veicolo luminoso a forma di sigaro. Sprigionava scintille di colore rosso intenso e giungeva dalla direzione della vicina Trapani. Si muoveva velocemente ma senza produrre alcun rumore. Veniva verso la nostra direzione ma prima di giungere su Levanzo rallentò la sua corsa. Lo abbiamo visto inabissarsi rischiarando il fondale nero del mare di notte. Insieme abbiamo vissuto l’esperienza di vedere un oggetto sconosciuto immergersi e sparire nel buio. Ma solo io e quella che era la mia ragazza di allora, mentre ci tenevamo per mano, abbiamo visto qualche altra cosa.

Nel momento in cui l’Ufo si inabissava e spariva, sul mare galleggiavano antiche imbarcazioni, alcune stavano per affondare consumate dal fuoco, mentre intorno le acque erano colme di una innumerevole quantità di corpi. Era una scena del passato, come se quel veicolo sconosciuto, con la sua presenza avesse distorto il continuum spazio-tempo e aperto un portale in un’altra dimensione. Anche se per poco, fu reso possibile il viaggio nel tempo, e abbiamo potuto guardare un’antichissima battaglia storica, visibile soltanto a noi”.

Angela Serraino

“Il terzo occhio” è la rubrica di Angela Serraino per stare alle Egadi con un passo ai confini della realtà. La rubrica raccoglie alcune pagine tratte del libro di Angela Serraino appena pubblicato “DAI CICLOPI AI FIGLI DELLE STELLE” per raccontare i segreti delle Isole Egadi.

redazione

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