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Consiglio comunale: seduta aperta dedicata al Porto di Marsala. Si rivede Giulia Adamo: “Non si dimentichi il progetto pubblico”

Ore 19.30 – Massimo Ombra: “Abbiamo lavorato secondo una visione che ci ha tenuti tutti assieme, attraversando mari e tempeste. Chi voleva scalzarci, farci fuori, non c’è riuscito”. Rispetto alle parole di Giulia Adamo: “Nessun depotenziamento delle funzioni del Porto. Ognuno potrà esercitare con dignità il proprio lavoro. Inutile attendere i fondi pubblici, arrivano solo se ben incanalati nei progetti. Inutile parlare di progetti e spot elettorali. La Regione erogherà soldi per il porto solo quando ci saranno tutte le autorizzazioni”. Su quanto detto dagli operatori: “Se non c’è operatività del porto peschereccio, non si potrà fare il porto turistico. Non possiamo fare noi quello che tocca al pubblico, ma ci attiveremo per trovare una soluzione. La diga foranea era stata prevista, poi amministrazione Adamo ci aveva detto di toglierla. Mi auguro che l’amministrazione possa presentare un progetto per questo,  così come per la banchina di riva. Questi due interventi consentirebbero di completare il lavoro, assieme al dragaggio. Come ha detto Tramati, con i fondi Fep si potrebbe fare anche il dragaggio. Lavorando tutti assieme, si può presentare qualcosa di serio. Chiaramente la battaglia si fa tutti dalla stessa parte. Sta nascendo un nuovo modello di collaborazione, che rappresenta una grande opportunità”. Poi, un messaggio al Consiglio: “Noi ribaltiamo il bacino. Occorre quindi pensare a come far interagire bene il piano regolatore generale e il porto. Ci sono funzioni del porto che devono essere ben innestate nella città. Altrimenti ci si troverà di fronte a un organismo monco”.

Ore 19 – Dopo l’intervento dell’ex dirigente Gianfranco D’Orazio, in rappresentanza degli operatori portuali Fabrizio Messina ha chiesto chiarezza sull’escavazione dell’area riservata ai pescherecci. “Quando ci siamo riuniti eravate perfettamente a conoscenza delle esigenze della flotta peschereccia di Marsala. Da quel che vediamo, però, il porto peschereccio non viene assolutamente toccato da voi. Abbiamo collaborato con voi, ma vorrei che questa criticità venisse chiarita oggi”. Messina ha inoltre ringraziato Sturiano, Ruggirello e l’ex consigliere Davide Parrinello per essersi attivati per riportare l’illuminazione al porto di Marsala. A seguire, gli altri operatori, Giuseppe Laudicina (Cooperativa Piccola Pesca) e Uccio Tramati, nome storico della marineria marsalese: “Siamo sulla buona strada – ha affermato quest’ultimo -. I soldi non vanno trovati alla Regione, ma in Europa. La pesca ha disponibilità per 120 milioni di euro. Se non abbiamo una banchina, è dovuto alle occasioni che non abbiamo colto. Chiederemo alla Myr, con la sua esperienza burocratica, di aiutarci per i fondali per i nostri pescherecci. Siamo stati informati durante tutto il percorso: quando mai era stata data quest’importanza alla pesca?”. Poi il riferimento alle norme comunitarie: “Fanno leggi che vanno bene per i Paesi del Nord Europa. E noi siamo costretti a lasciare i tonni in mare. C’è un enorme ricchezza che non ci fanno sfruttare, perchè la politica non è competente”. Anche un altro rappresentante della marineria lilibetana, Luigi Li Causi, ha insistito sulla necessità di lavorare sui fondali dell’area riservata ai pescherecci. Pietro Genco (Cgil), ha sottolineato l’importanza degli aspetti occupazionali legati alla realizzazione del Porto turistico: “Dobbiamo essere vigili, affinchè l’opera possa essere pronta nel più breve tempo possibile”. Tra gli operatori, più critico è stato l’intervento di Antonino Giacalone, mentre l’attivista del Wwf e di Greenpeace Gaspare Barraco ha chiesto chiarimenti sui 50 milioni che verranno investiti dalla Myr per il progetto. Il comandante della Capitaneria di Porto Gianluigi Bove, ha infine ribadito i disagi legati alla necessità di procedere all’escavazione dei fondali.

Ore 18.45 – Renzo Carini ha parlato di momento epocale, replicando poi a Giulia Adamo: “Il progetto pubblico non era esecutivo, pertanto non può essere finanziato. Le navi da crociera non possono entrare a Marsala, i fondali sono di 6,5 metri e c’è la posidonia, per cui non si può scavare. Ma il porto sarà importante lo stesso”. Anche Alberto Di Girolamo ha replicato a Giulia Adamo (“Abbiamo invitato tutti i sindaci precedenti”). Sul progetto pubblico: “Dalla Regione dicono che i 50 milioni non ci sono. La politica, tuttavia, sia vigile”.

Ore 18.40 – Giulia Adamo: “Entreremo nel guiness dei primati per aver trasformato un Porto commerciale in

Giulia Adamo

Porto turistico. Ben venga questo, lo si approvi subito. Ma continui anche l’iter del progetto pubblico per cui era previsto un finanziamento di 50 milioni da parte della Regione. I deputati non sembrano esserne a conoscenza, glielo ricordo. L’ex assessore Musillami è a disposizione per qualsiasi chiarimento. Preoccupante che sia fermo da due anni al Territorio e Ambiente. Così come è preoccupante che l’aeroporto non venga considerato strategico. Come si può rinunciare a una ricchezza del genere? Sono in pensione, nessuna polemica. Ma non posso per accettare che Marsala sia diventata così amorfa da rinunciare a 50 milioni. Lo avrei detto a Crocetta, gli avrei detto di rispettare gli impegni che aveva preso, ma quand’è venuto a Marsala non sono stata invitata”.

Ore 18.25 – Sturiano chiarisce che oggi l’atto non verrà ratificato, annunciando che comunque si dovrebbe arrivare al voto entro la prima decade di maggio. Poi lascia la parola a Sergio Tancredi, che ha espresso parole di apprezzamento per il progetto: “Può essere un esempio per il litorale siciliano, spesso deturpato. Spero che si possa procedere velocemente”.

Ore 18 – Dopo la lunga relazione di Francesco Di Noto, si passa agli interventi politici. Sturiano dà la parola ai deputati regionali presenti. Il primo a intervenire è il socialista Nino Oddo: “Quest’opera colma una lacuna incresciosa in una provincia a vocazione turistica. Sono convinto che se riuscissimo a non rendere difficile la vita a chi vuole fare qualcosa, faremmo già metà del nostro dovere”. Antonella Milazzo: “Presentazione alla città è un momento importante. Finalmente abbiamo superato i campanilismi del passato, puntando sulla specializzazione dei Porti. Non avremmo potuto ambire a un Porto per le navi da crociera. Avvicinare il centro urbano al mare può portare vantaggi all’intera città”.

Ore 17 – Il presidente Enzo Sturiano dà inizio alla seduta aperta. A Sala delle Lapidi si rivede anche l’ex sindaco

Francesco Di Noto e Massimo Ombra

Giulia Adamo. Presenti anche i deputati regionali Valentina Palmeri e Sergio Tancredi (M5S), Nino Oddo (Psi) e Antonella Milazzo (Pd) e un altro ex primo cittadino lilibetano, Renzo Carini, che durante la sua sindacatura si spese molto per il Porto di Marsala, facendo partire l’iter procedurale legato alla legge Burlando. Atteso anche Paolo Ruggirello, che ha comunque garantito a Sturiano la propria partecipazione alla seduta. Gli altri rappresentanti alla Regione (Gucciardi, Fazio, Lo Sciuto, Turano, Oddo) e al Parlamento nazionale (Santangelo, Orrù, D’Alì) della provincia di Trapani hanno invece fatto sapere di non poter essere presenti. Il primo a prendere la parola è l’amministratore delegato della Myr Massimo Ombra, che ha cominciato ad illustrare ai presenti il progetto del “Marina di Marsala”, seguito dall’intervento tecnico dell’ingegnere Francesco Di Noto. Quest’ultimo ha chiarito, tra le altre cose, come il passaggio in Consiglio della ratifica all’accordo di programma si sia reso necessario solo perchè il progetto non è conforme al Piano regolatore del Porto. Se il progetto fosse stato conforme a tale strumento, la discussione a Sala delle Lapidi non ci sarebbe stata. Di Noto ha inoltre ricordato come il Consiglio possa solo votare “sì” o “no” alla ratifica. Non è possibile emendare il progetto. Sottolineata nell’intervento del rappresentante della Myr anche la condivisione con gli operatori portuali.

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Il futuro del Porto di Marsala di fronte a un nuovo snodo decisivo: con una seduta aperta ai cittadini, il Consiglio comunale tornerà ad occuparsi del progetto “Marina di Marsala”, in vista della ratifica dell’adesione del sindaco all’Accordo di Programma firmato nei giorni scorsi con la Regione e l’approvazione del Piano Regolatore Portuale in variante integrale al precedente.

“Vogliamo trasparenza”, aveva detto nei giorni scorsi il presidente Enzo Sturiano, spiegando la decisione di convocare una seduta aperta prima del pronunciamento definitivo da parte dell’assemblea di Sala delle Lapidi.

Gli ottimisti, ipotizzano che il Consiglio possa esitare positivamente l’atto anche oggi, davanti ad una platea che si preannuncia particolarmente nutrita. Altri ritengono che la discussione consiliare potrebbe rivelarsi più complicata del previsto, alla luce delle schermaglie già emerse nelle sedute congiunte delle commissioni Territorio-Ambiente e Lavori Pubblici, durante le quali erano emersi alcuni rilievi sull’escavazione dei fondali e sullo spostamento dell’approdo per gli aliscafi che collegano Marsala con le isole Egadi. Questioni che appaiono comunque risolvibili e che difficilmente potrebbero portare, come pensano i pessimisti, a una bocciatura dell’atto da parte del Consiglio. Più probabile che si giunga alla stesura di un ordine del giorno con alcune indicazioni più o meno generiche sul futuro dell’area portuale lilibetana. Sarà interessante, piuttosto, capire che aria tra le diverse forze politiche e tra le categorie produttive e le forze sociali in merito alla realizzazione del “Marina di Marsala”. Le sfumature, si sa, spesso possono raccontare molto più di tante note ufficiali.

Vincenzo Figlioli

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