Categorie: AgricolturaAperturaRegione

Siccità, è stato di crisi. In Sicilia necessari 317 milioni di metri cubi di acqua piovana

Legacoop Sicilia raccoglie il grido d’allarme di molte cooperative associate per il perdurare della drammatica crisi che attraversa il settore a causa della siccità e della, ormai strutturale, carenza d’acqua negli invasi. La dichiarazione dello stato d’emergenza, avvenuta da parte del Governo della Regione Sicilia con la riduzione forzata d’acqua è la dimostrazione di come la crisi idrica stia fortemente colpendo la Sicilia e se pensiamo all’insorgere della stagione estiva le preoccupazioni non possono che aumentare.

Legacoop Sicilia raccoglie il grido d’allarme di molte cooperative associate per il perdurare della drammatica crisi che attraversa il settore L’agricoltura siciliana, soprattutto quella vitivinicola ed ortofrutticola, già fortemente provate dai cambiamenti climatici e dalla presenza della peronospera rischiano un autentico collasso. La crisi che colpisce i nostri invasi, infatti, rischia di avere contraccolpi drammatici sulla produzione agricola siciliana – lo ha dichiarato il coordinatore di Legacoop agroalimentare Sicilia Occidentale Domenico Pistone -. La siccità che si è abbattuta sulla Sicilia sta danneggiando fortemente l’agricoltura e la zootecnia, quest’ultima fortemente colpita ,tra l’altro, dalla la mancanza di scorte di fieno e dall’assenza di pascoli verdi, l’Unità di crisi istituita, di recente, dalla Regione è chiamata ad individuare tutti gli interventi necessari per fare fronte alla carenza idrica , alla crisi degli allevamenti zootecnici”.

Legacoop chiede l’istituzione dell’unità di crisi per avviare una serie di misure compensative: “E’ necessario avviare un vero e proprio piano Marshall, come affermato e proposto da diverse cooperative aderenti proprio a Legacoop, che sia nelle condizioni di reperire tutti gli aiuti e le misure in grado di sostenere agricoltori e allevatori da un lato e costruire una nuova politica idrica che sia di lungo respiro e parta dallo studio dei territori e dall’esigenza di capitalizzare quanto più possibile le poche risorse idriche a disposizione , anche con urgenti e non più rinviabili opere di manutenzione delle dighe presenti nel territorio siciliano” .

Peraltro a Catania nei giorni scorsi si è svolto il convegno “Acqua: troppa, troppo poca, troppo sporca”, a cui è intervenuto il Ministro per il Sud Nello Musumeci. Solo 158 milioni di metri cubi di acqua disponibili – a fronte dei 317 necessari per concludere l’anno senza dover razionare le risorse idriche in alcune aree – e appena 7 dighe collaudate su 25 negli ultimi 50 anni su tutto il territorio siciliano. Questi i numeri illustrati dall’ex governatore siciliano. “In Sicilia è stato possibile mappare il quadro dell’isola, dei bacini e dei corsi d’acqua solo dopo il 2018, anno in cui è stata istituita l’autorità di bacino – aggiunge Musumeci – Un’analisi da cui è emerso un forte deficit strutturale per affrontare le emergenze idriche, sia alluvionali, che siccitose. Credo che una buona manutenzione delle attuali dighe, la realizzazione di laghetti aziendali nelle campagne e la riqualificazione delle reti di distribuzione urbana potrebbero far vedere risultati positivi nel giro di qualche anno”. Come accertato ad esempio nella diga Trinità che serve i terreni agricoli trapanesi, questa potrebbe invasare circa 18 milioni di metri cubi ma attualmente la Diga ne contiene nemmeno 2, quindi una portata non sufficiente per soddisfare l’imminente stagione irrigua.

redazione

Condividi