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Frode fiscale in edilizia, un’azienda di Alcamo riapre dopo il sequestro

Sono accusati di avere organizzato una frode fiscale grazie a false fatturazioni per favorire tre imprese edili. I finanzieri del comando provinciale di Palermo avevano eseguito lo scorso 13 dicembre un’ordinanza agli arresti domiciliari emessa dal gip di Palermo, su richiesta della Procura, nei confronti di Salvatore Città, 68 anni, di Bagheria amministratore della società Milotta Group, Lavorfer srl e Lecofer srl e Gianfranco Milotta, 46 anni di Alcamo, amministratore di diritto e di fatto della Milotta Group, della Lavorfer e della Lecofer. Per Giacinto Sciortino di 47 anni residente a Bagheria il gip ha disposto l’obbligo di dimora.

Gli indagati, in totale 24 tra persone fisiche e giuridiche sono accusati a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false, emissione di fatture false, occultamento e distruzione di documenti contabili, autoriciclaggio, omessa dichiarazione, indebita compensazione e omesso versamento.

Con lo stesso provvedimento, il gip ha disposto il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, di somme e beni per oltre 14 milioni di euro pari al profitto dei reati tributari contestati, dell’autoriciclaggio e ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Ora il collegio difensivo dell’azienda di Gianfranco Milotta, composto dall’avvocato Enzo Catanzaro e da alcuni tributaristi del foro di Palermo, ha ottenuto l’annullamento dell’interdittiva per la Lecofer che ha riaperto i battenti.

Coinvolte aziende e imprenditori anche di Verona, Brescia e Pordenone e una lunga serie di società cosiddette cartiere, appositamente istituite per emettere fatture, dislocate in varie parti della Sicilia (pure ad Alcamo, Castellammare del Golfo, Partinico e Carini) e in altre regioni d’Italia.

redazione

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