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La cattura di Messina Denaro una vittoria dello Stato, “ma il cammino nella lotta alla mafia è ancora lungo”

Un racconto lucido e appassionato dell’azione di un gruppo di uomini che non hanno mai smesso di sperare. Si presenta così “La cattura”, il libro scritto dal giornalista Salvo Palazzolo e dal procuratore Maurizio De Lucia in cui si esamina nel dettaglio l’attività investigativa che ha portato all’arresto di Matteo Messina Denaro.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Massimo Grillo e l’intervento del magistrato Marcello Saladino in rappresentanza del Tribunale di Marsala, si è entrati nel vivo della presentazione del libro, moderata dalla giornalista Lara Sirignano.

De Lucia ha ricordato il lavoro che magistratura e forze dell’ordine hanno effettuato in questi anni nella lotta a Cosa Nostra fino all’arresto di Matteo Messina Denaro, definito “un mafioso, un assassino spietato e calcolatore che lavorava solo per il suo interesse e per quello della sua organizzazione criminale”.

Il sostituto procuratore Roberto Piscitello, per anni in prima linea nella lotta alla mafia con la Dda di Palermo, ha ricordato alcuni momenti della caccia al latitante, a lungo condizionata dalle intromissioni di alcuni infedeli servitori dello Stato. Il capo della Procura di Marsala, Fernando Asaro, si è invece soffermato su uno dei delitti più efferati tra quelli attribuiti a Messina Denaro: l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito dalla mafia a nemmeno 13 anni e tenuto a lungo sotto sequestro fino alla decisione di ucciderlo e sciogliere il suo corpo nell’acido, avallata dal boss castelvetranese. “Una vicenda – ha ricordato Asaro – che Gaspare Spatuzza, quando cominciò a collaborare con la giustizia, definì un macigno per Cosa Nostra”.

A scuotere ulteriormente la platea è stato il successivo intervento di Salvo Palazzolo, incentrato sugli scenari che si aprono adesso per la criminalità organizzata siciliana dopo la cattura dello storico latitante. Il giornalista palermitano ha ricordato che la forza di Messina Denaro è stata nei segreti di cui per anni è stato custode e su cui occorre far luce, senza limitarsi a delegare tutto alla magistratura, anche perchè “il cammino nella lotta alla mafia è ancora lungo”. E qui Palazzolo ha fatto esplicitamente riferimento a quei pezzi della borghesia e della politica siciliana corrotti e collusi che, in qualche modo, contribuiscono a tenerla in vita e mettendo in guardia sulla possibilità che attraverso il grande affare della droga e il business delle scommesse Cosa Nostra possa alzare nuovamente la testa. Proprio per questo, per sconfiggere le mafie, occorrono “più investimenti, più lavoro, più ricchezza e più cultura”, come ha affermato il procuratore De Lucia nel suo intervento conclusivo.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Libreria Mondadori di Marsala, con il patrocinio dell’amministrazione comunale.

Vincenzo Figlioli

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