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“In Sicilia tagli a 100 scuole, rischio offerta formativa”

“Tante preoccupazioni, a partire dalle questioni emergenti, prima fra tutte il tema del dimensionamento scolastico. In Sicilia verranno tagliate 100 istituzioni scolastiche, in Italia il 10% in meno. Questo vorrà dire, soprattutto in tante regioni del Sud, una riduzione della presenza e della diffusione delle autonomie scolastiche nel territorio”. Lo dicono Gianna Fracassi e Adriano Rizza, rispettivamente segretaria nazionale e segretario regionale della Flc Cgil, nell’ambito del seminario organizzato dalla Flc Cgil Sicilia, “Verso il nuovo anno scolastico”, in corso ad Enna. Al seminario hanno partecipato anche l’assessore regionale all’istruzione, Girolamo Turano, e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Pierro.

“Riteniamo questa – aggiungono – una scelta sbagliata. Lo diciamo insieme ai tanti dirigenti scolastici che insieme a noi in questi mesi ci hanno sostenuto in questa battaglia. Perché non è soltanto una questione banale di spending review, come è chiaro negli obiettivi del governo. Il tema che c’è dietro, ed è importante sottolinearlo, è una riduzione dell’offerta formativa nel nostro territorio, in particolare nel Mezzogiorno e in particolare nelle aree dove invece ci sarebbe più bisogno di scuole”.

Meno nascite meno alunni. Un assioma che in Italia ha portato al taglio di novecento istituti, cento in Sicilia, secondo l’ultima nota ministeriale.
Da ottobre di quest’anno e nei prossimi dodici mesi, si programmerà – intanto a livello provinciale e poi regionale – la ‘razionalizzazione’ della rete scolastica accorpando i plessi in base alla popolazione studentesca. La regione, infatti, nell’ultimo anno ha registrato una diminuzione di diecimila allievi. Ad oggi il personale didattico ed amministrativo è rimasto invariato e 45 dirigenti sono stati trasferiti dal nord in Sicilia, eliminando così tante co-reggenze, ma la pianta organica non verrà ampliata.

In sostanza non ci saranno cento nuovi dirigenti nel 2024-25.
“Non verranno chiuse scuole – assicura Giuseppe Pierro, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, ma è necessario un riassetto della rete siciliana”. L’obiettivo è quello di programmare un’offerta formativa più mirata, creando poli scolastici in grado di rispondere in maniera strategica alle diverse esigenze dei territori. Dunque nessun taglio alle cattedre se non quelle che verranno meno per diminuizione fisiologica degli alunni.

Ma cento dirigenti in meno, lamentano i presidi di tanti istituti comprensivi, saranno cento autonomie scolastiche in meno oltre a tante difficoltà e criticità in più che il ruolo manageriale impone loro.

redazione

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