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Giovanni Di Girolamo (ingegnere esperto di progettazioni): “La sostenibilità a Marsala è un’utopia”

Giovanni Di Girolamo, marsalese 45 anni, ricercatore ed esperto di programmi di finanziamento europei, gestione di progetti e di partenariati nazionali e internazionali.

Ingegnere lei è esperto in una serie di campi, che direbbe ai visitatori che arrivano a Marsala in veste di turisti?

“Se oggi un cittadino o un visitatore osserva con occhi attenti la nostra Città, oltre ad ammirarne le tante bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, avrà la sensazione che Marsala paia come “addormentata”, in uno stato di limbo e di abbandono, che talvolta può suscitare rabbia e tristezza”.

Giovanni Di Girolamo

Partendo dalla sua esperienza lavorativa che cosa si sente di suggerire a chi ha la possibilità di intervenire?

“Premetto che, come esperto di programmi di finanziamento europei, spesso mi occupo della gestione di progetti e di partenariati nazionali e internazionali. Mi capita di partecipare a tavoli di lavoro indirizzati a individuare e definire le priorità di ricerca e sviluppo, spesso su tematiche relative alla transizione green e tecnologica. Per alcuni anni mi sono occupato di valorizzazione delle risorse ed economia circolare. Ma adesso vorrei dire qualcosa della mia Città in materia di sostenibilità. Ho la sensazione che nonostante i proclami e gli accesi scambi fra le varie Amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi anni, Marsala abbia colto in maniera molto limitata l’opportunità dei fondi europei e del PNRR”.

Questo ragionamento sembra esteso anche a diverse altre realtà, forse anche a livello non solo locale.

“L’impressione è che i fondi ottenuti, oltre a sembrare limitati in termini di budget rispetto a contesti geografici simili o anche minori, siano stati talora destinati ad opere non propriamente rispondenti alle priorità e criticità che, per esempio a Marsala incombono da anni”.

E allora lei cosa proporrebbe?

“In buona sostanza, il budget dei finanziamenti EU e le attività volte allo sviluppo o all’ammodernamento dei servizi urbani e alla valorizzazione del patrimonio strutturale e ambientale potrebbero essere maggiori e meglio canalizzati. Aggiungiamo il fatto che le esperienze del passato ci raccontano di finanziamenti per la realizzazione di opere utili ma non certo straordinarie, opere che altrove sono solide realtà da qualche decennio. In diversi casi poi, una volta terminata parzialmente o totalmente la loro fase di realizzazione, abbiamo anche assistito ad un successivo stato di incompleta valorizzazione o, nel peggiore dei casi, di totale abbandono.”

Ora è evidente che realizzare nuove infrastrutture senza un piano di manutenzione e di gestione efficiente è peggio che spendere?

“L’obiettivo non deve essere quello di intercettare i fondi europei a raffica, prendere oggi e spendere subito. Si tratta, invece, di sfruttare al meglio questi utili meccanismi di finanziamento per presentare proposte solide, traducendo tali opportunità in opere ed infrastrutture accessibili e fruibili dai cittadini. Possiamo inoltre dire che la progettazione a Marsala sia sostenibile da vari punti di vista?”

Vogliamo fare qualche esempio?

“Possiamo dire che la pista ciclabile della Laguna dello Stagnone, che poteva essere un’occasione unica di sviluppo, sia stata un successo? O, piuttosto, allo stato attuale somiglia più ad una cattedrale nel deserto? Da spettatore ne ho seguito la realizzazione e personalmente mi ha lasciato molti dubbi a livello di progettazione ed esecuzione. Sono convinto che quando ci si cimenta nella progettazione e realizzazione di un’opera, quantomeno bisognerebbe prendere esempio da quello che si è realizzato con successo altrove”.

pista ciclabile Stagnone

Che significa per lei utilizzare mezzi più sostenibili?

Ogni volta che posso preferisco lasciare l’auto. Sono favorevole ad incentivare l’utilizzo di mezzi più sostenibili e meno inquinanti, per come ho avuto modo di fare in varie città in cui ho vissuto o che ho visitato, sia in Italia che in Europa, dove tuttavia l’utilizzo di mezzi più sostenibili è già maturo ed accettato dalla collettività, grazie anche all’offerta di servizi smart, moderni ed efficienti. Se si vogliono realizzare piste ciclabili, credo che si debba cominciare con l’incentivare l’uso della bici con adeguati servizi. Pur sforzandomi, non riesco a capire l’obiettivo di alcune recenti decisioni. Non si riesce a mantenere in piena efficienza e fruibilità lo stupendo patrimonio ambientale che abbiamo, non si riesce a mantenere la pista ciclabile dello Stagnone e si sta realizzando una nuova pista ciclabile che, per quello che vediamo oggi, dovrebbe comportare un restringimento della carreggiata sul lungomare Boeo. L’idea della pista è ottima, senza dubbio, ma prima di progettare bisognerebbe studiare bene la fattibilità dell’opera rispetto al contesto e ottimizzarne i dettagli esecutivi, viste le problematiche di viabilità che stanno affliggendo sempre più la Città, anche a causa dell’utilizzo quasi esclusivo delle automobili che facciamo noi cittadini. Ad esempio, come detto da molti, si poteva prendere in considerazione un allargamento al di là del marciapiedi che delimita il parco della Salinella”.

Si sarebbe potuta rimandare la sottomissione di una proposta migliore al successivo bando di finanziamento?

“Spendere e fare le opere tanto per farle perché sono realizzate con i fondi della CE, senza uno studio accurato sulla fattibilità e senza avere un piano di gestione, non è una buona strategia”.

Parliamo di viabilità…

“Come non notare che alcune delle principali vie di accesso al centro cittadino – vedi via A. Diaz e via Amendola – si trovino in condizioni pessime. Eppure dovrebbero essere il nostro biglietto da visita. La via Del Fante, unica via con larga carreggiata, almeno dal lato del quartiere Sappusi, è stata interessata da un cantiere infinito ed ora è a senso unico. Così, sul lato nord-ovest, la soluzione quasi obbligata per uscire dal centro cittadino è percorrere la via d’Azeglio e corso Gramsci. Negli orari di punta, in occasione dell’uscita dalle scuole di alunni e studenti il traffico risulta congestionato. Con la realizzazione della nuova pista ciclabile secondo le modalità proposte non c’è il rischio di complicare ulteriormente la già complessa situazione della viabilità e del traffico su questo versante? Bisogna conciliare la transizione green con le criticità della Città che va ammodernata e progettata a misura d’uomo, perché il cittadino è il protagonista della transizione ed egli stesso co-creatore di nuove soluzioni e nuovi stili di vita più sostenibili”.

Gaspare De Blasi

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