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Villabuona e Venuti (PD): “A Castelvetrano non basta lo sgombero dell’ex Calcestruzzi, ci vuole accoglienza per lavoro stagiona

Lo sgombero, peraltro tardivo, del campo migranti abusivo di Castelvetrano, se rimane un’azione isolata e non è accompagnata da una vera programmazione dell’accoglienza dei lavoratori stagionali, rimarrà solo un’operazione propagandistica per esibire il pugno duro del Governo.Abbiamo letto alcune dichiarazioni sullo sgombero e riteniamo che la presenza dello Stato non possa essere dimostrata soltanto smantellando un campo abusivo che per troppi anni è rimasto aperto e dove è morto anche un migrante”. Lo affermano la presidente dell’Assemblea trapanese del PD, Valentina Villabuona e il segretario provinciale dem Domenico Venuti.

“La presenza dello Stato si evidenzia soprattutto creando le condizioni affinché non nascano nuovi campi abusivi e per fare ciò è necessario una vera politica dell’accoglienza, sulla quale non ci sentiamo rassicurati dal Decreto Cutro che produrrà migliaia di clandestini.La capacità di accogliere in modo dignitoso i migranti stagionali che sono una forza lavoro necessaria e irrinunciabile per le aziende del Belice, predisponendo un campo regolare che abbia i posti sufficienti e un’assistenza sanitaria e psicologica è l’unica vera soluzione, mettendo anche in campo tutti gli strumenti per una reale applicazione della legge contro il caporalato, voluta fortemente dal Governo di centro sinistra e mai realmente applicata – continuano -. A differenza di Campobello, peraltro, diversi comuni della nostra provincia, che pure hanno meno incidenza di migranti stagionali, hanno partecipato e ricevuto finanziamenti per l’accoglienza, una circostanza che non possiamo non sottolineare e che evidenzia la carenza di programmazione che porta Campobello ogni anno in una situazione fuori controllo nei mesi invernali”.

Villabuona e Venuti concludono: “Esprimiamo, infine, una forte preoccupazione per i numeri insufficienti del campo regolare che annualmente predispone la Prefettura, perché è proprio la carenza di posti che nei mesi della raccolta delle olive provoca la nascita di accampamenti che mettono a rischio la vita dei migranti e creano disagi ai cittadini.Immaginare che lo sgombero di un campo che in un paese civile non dovrebbe esistere e che non c’è alcuna rassicurazione che non venga nuovamente occupato come avvenuto in passato, significhi risolvere il problema, equivale a nascondere la polvere sotto il tappeto ed è qualcosa che non si può permettere chi amministra e deve trovare soluzioni reali che garantiscano la sicurezza dei cittadini e la dignità dei lavoratori”.

redazione

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