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Formazione e sicurezza

Plaudono tutti per il riconoscimento da parte del Governo di una Borsa di Studio al figlio di Luana D’Orazio, la 22enne morta sul lavoro tra gli ingranaggi di un macchinario al quale i proprietari dell’azienda avevano rimosso alcuni sistemi di sicurezza. Bene sì, non c’è dubbio. Ma in Italia negli ultimi anni vi è stata un’escalation di giovanissimi, soprattutto molti studenti impegnati in aziende con l’alternanza scuola-lavoro, che si sono infortunati a causa di scarsa sicurezza sul posto di lavoro; dal 2017 al 2021 si parla di oltre 296.000 infortuni e 18 morti. Ma la scia continua inarrestabile.

Un anno fa Lorenzo Parelli, a 18 anni è rimasto schiacciato da una trave l’ultimo giorno di stage in un’azienda di Udine. Giuseppe Lenoci è morto in un incidente stradale durante una trasferta per recarsi in una ditta termoidraulica di Fermo per sostituire un dipendente. Lui, che aveva 16 anni. Una prassi per legge illecita.

Giuliano De Seta è rimasto, privo di vita, sotto uno stampo di acciaio pesante più di una tonnellata durante uno stage scolastico presso un’azienda in provincia di Venezia. In un’officina di Merano, durante un progetto scuola-lavoro, uno studente 17enne è rimasto ustionato; il 16 luglio 2021, un altro studente 16enne è caduto da un’altezza di 5 metri riportando gravi ferite: si trovava su una piattaforma per montare uno striscione in una cittadina in provincia di Brescia.

Il 4 febbraio 2020, poco prima del lockdown pandemico, un ragazzo di 17 anni, è finito in terapia intensiva dopo essere stato travolto da una cancellata in ferro mentre stava svolgendo uno stage in un’impresa del cuneese, per conto dell’Azienda di Formazione Professionale. Prima ancora, il 13 giugno 2018, un altro 17enne appartenente ad un istituto tecnico di Pistoia, è rimasto ferito mentre stava svolgendo lo stage in un’officina meccanica.

Ecco che la Borsa di Studio, lodevole singola iniziativa, non basta. Lo sa bene questo Governo, ne ha piena coscienza anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Merito… ma anche sicurezza signor Ministro, visto che questo Paese meritocratico non lo è da troppo tempo. I cosiddetti PCTO, Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento tanto sbandierati da quella “Buona Scuola” voluta da Matteo Renzi, vanno rivisitati non domani, ma oggi. Prima di ulteriori drammatici fatti di cronaca.

Ma diciamolo pure, alla base di tutto c’è la scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro, perchè ancora troppe sono le aziende che non rispettano le normative. Per fare tutto a norma il Governo deve riconoscere contributi, investimenti, agevolazioni, detassazioni al settore secondario del nostro Paese. Poi si potrà parlare di percorsi di alternanza scuola-lavoro. Che servono a formare, non a morire.

Claudia Marchetti

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