Categorie: AperturaIo la penso così

Strade

Lo diciamo subito: noi siamo favorevoli ai lavori pubblici, anche quelli che comportano difficoltà “viarie” ai cittadini. In queste settimane, e per la verità anche un poco prima, Marsala nel centro urbano (noi frequentiamo poco ed è una nostra colpa, la periferia e le contrade) si sta lentamente trasformando in un cantiere. Si tratta dei lavori legati al cosiddetto 110%, sicuramente. Ma noi ci riferiamo soprattutto ai lavori sul manto stradale.

I lavori eseguiti dalle pubbliche amministrazioni portano una redistribuzione del denaro che dalle nostre tasche (tasse) passa a quanti i lavori li eseguono, dalla ditta alle maestranze e a tutto l’indotto. C’è chi vende il materiale, chi lo trasporta e persino il bar vicino al cantiere che nella sosta vende agli operai il cibo per rifocillarsi. Tutto utile compreso il risultato che a lavori ultimati quell’intervento (fognature, asfalto, illuminazione, acqua e quant’altro) contribuirà a migliorare la qualità della vita dei residenti e dei passanti.

L’abbiamo detto: tutto bene. Ma durante i lavori le chiacchiere che arrivano alle orecchie della nostra redazione parlano spesso di difficoltà di transito veicolare (e talvolta anche pedonale).

Qualche esempio. Corso Gramsci due cantieri stradali, via Mazzini alternativamente almeno cinque cantieri, per non parlare poi di corso Calatafimi e relative traverse. Qui i cantieri aperti sono tre e altri se ne annunciano. Si tratta del corso che termina al passaggio a livello. Noi ci siamo incappati. Sbarre chiuse e cantieri aperti. “Occorre avere un poco di pazienza” ci ha detto un amministratore.

A parte che ce ne vuole tanta altro che poco, non sarebbe male fare sapere ai marsalesi se c’è un piano di interventi che cronologicamente si alterna, oppure se i cantieri aprono quando sono pronti loro, e noi? Ultima annotazione. Quando i cantieri hanno finito l’intervento, le strade non vengono bitumate. Vengono quasi sempre ricoperte alla bene e meglio in attesa…

Bene può darsi che sia il protocollo, ma abbiamo il diritto di conoscerlo, così, anche per capire fra quanto tempo si romperanno gli ammortizzatori delle nostre vetture.

Gaspare De Blasi

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