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Grillo: “Marsala poteva avere un deputato nazionale. E’ mancata la visione politica”

In prima linea durante la campagna elettorale, a sostegno della candidatura all’Ars del presidente del Consiglio Enzo Sturiano, il sindaco Massimo Grillo si prepara ad avviare una nuova fase della sua amministrazione comunale che dovrebbe portare a una ridefinizione della compagine assessoriale. Una fase che sarà preceduta da un confronto politico che passerà, inevitabilmente, anche dalla necessità di affrontare le tensioni di queste settimane, specie con i deputati uscenti, Lo Curto e Pellegrino.

L’amministrazione Grillo ha sostenuto Enzo Sturiano, che non è stato eletto. Come valuta il suo risultato?

Comincio col dire che c’è stata una prevalenza di astenuti che deve fare riflettere. Ci sono stati molti voti di lista con una riduzione delle preferenze per tutti i candidati, Enzo Sturiano ottiene un risultato soddisfacente, fermo restando che ci si aspettava qualcosa in più.

La rappresentanza marsalese all’Ars esce comunque dimezzata da questa competizione elettorale.

Marsala e questo territorio hanno dimostrato di non avere visione politica. Abbiamo avuto candidati in tutti i partiti della coalizione di centrodestra, non c’è stata capacità di fare squadra. Nel caso di Forza Italia, avevo più volte provato a sollecitare Scilla, Sturiano e Pellegrino in tal senso e a presentarsi ai propri referenti politici per ottenere di più. Oggi, avremmo potuto avere un deputato regionale e uno nazionale se ci fosse stata questa capacità di fare squadra. E’ mancato il coraggio, la leadership politica, nonostante le mie sollecitazioni. Il centrodestra e la città hanno perso un’occasione. Oggi ci ritroviamo Marta Fascina a rappresentare la provincia di Trapani al Parlamento nazionale perchè è mancato il lavoro di squadra.

A proposito, ha votato per la Fascina?

Ho votato per il centrodestra. Sono un europeista e mi muovo all’interno dell’area moderata della coalizione. A Marta Fascina ho fatto i complimenti, perchè è pur sempre un deputato del territorio. La sua elezione può essere un’opportunità, visti i collegamenti con i vertici di Forza Italia.

Cosa cambia nella politica marsalese dopo questo election day?

Sono contento che Stefano Pellegrino sia stato eletto, riconosco la sua personalità e la sua professionalità. Inoltre credo che abbia maturato quell’esperienza che gli consentirà di contare di più nelle sedi decisionali. Negli ultimi due anni la stampa e i social hanno attribuito le responsabilità di ogni problema al sindaco. Ma guardiamo al padiglione o alla bretella autostradale: erano state destinate ingenti risorse, che sono andate disperse per poi finire altrove. Dov’era la politica in quei momenti? Probabilmente è mancata la giusta esperienza. Per non parlare del Porto: c’erano due possibilità, una destinava a Marsala 20 milioni, l’altra 60. La politica marsalese preferiva quella da 20…Le nomine all’Asp, al Genio Civile, ai Consorzi di Bonifica sono state esterne alla provincia di Trapani: è evidente che qualcosa non è andato e che la politica trapanese non è stata capace di farsi valere. E la colpa di tutto ciò non può essere del sindaco, ma dell’incapacità di fare squadra.

Cosa si aspetta dal nuovo governo Schifani in termini di attenzione al territorio? Si parla anche di un possibile incarico assessoriale per Stefano Pellegrino…

Anche qui bisognerebbe lavorare tutti nella stessa direzione. Stefano Pellegrino ha tutte le carte in regola per entrare nel governo regionale. Gli era stato proposto anche nella precedente legislatura, ma aveva detto che sentiva di non avere la giusta esperienza. Oggi ritengo che ci siano le condizioni per un incarico del genere. Comprendo la sua risposta al messaggio di congratulazioni del sindaco, ma in tutta Italia i sindaci fanno politica e sostengono un candidato, senza che nessuno si scandalizzi. Del resto, Pellegrino, Lo Curto e Sturiano non erano candidati uno contro l’altro, ma all’interno dello stesso progetto politico. Dovremmo essere grati per il lavoro che è stato fatto per la coalizione.

Il nuovo scenario che si è determinato avrà effetti anche sulla maggioranza e sulla composizione della sua Giunta?

Adesso abbiamo uno scenario diverso. Occorre avviare un nuovo confronto per capire quali sono i soggetti e i partiti che intendono essere parte della maggioranza e del rilancio dell’azione di governo della città.

Eleonora Lo Curto non ha preso bene il suo sostegno alla candidatura di Sturiano. Ritiene a rischio la permanenza in Giunta dell’assessore Oreste Alagna?

Non mi pare sia in discussione il rapporto politico con la sua area di riferimento. Fra l’altro Eleonora Lo Curto ha avuto un ottimo risultato elettorale, che le va riconosciuto.

L’affermazione di Fratelli d’Italia ha spostato a destra l’asse della politica italiana. Il partito di Giorgia Meloni potrebbe avere una maggiore rappresentanza nella sua Giunta?

In questo momento Fratelli d’Italia è rappresentata dal vicesindaco Paolo Ruggieri e dall’assessore Michele Milazzo. Mi pare abbastanza. E’ chiaro che il confronto con questi gruppi politici va ripreso, anche perchè l’impegno che avevo preso con la coalizione era di mantenere fermi gli equilibri fino alle regionali. Adesso si presenta un tempo diverso che coincide con la fine dei primi due anni di lavoro che hanno consentito di mettere a posto le carte, quando le abbiamo trovate, e di regolarizzare le procedure. E’ stato un lavoro faticoso, ora siamo pronti per essere ancora più incisivi. Io, comunque, mi sento il sindaco di tutta la città e ritengo che il rilancio debba passare da una connotazione politica, ma anche dalla capacità di rompere gli schemi.

Vincenzo Figlioli

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