Categorie: AperturaElezioni PoliticheIntervisteMazara

Stefania Marascia (Pd): “Ue tuteli la nostra pesca. Favorevole allo Ius Scholae”

Dal 2014 in Consiglio comunale a Mazara del Vallo, la professoressa Stefania Marascia è candidata al Senato nel collegio uninominale U02, che comprende l’intera provincia di Trapani e parte del palermitano.

Come è nata la sua candidatura?

La mia candidatura è stata condivisa dal Circolo Pd “Davide Sassoli” di Mazara del Vallo dalla Direzione Provinciale e Regionale ed accettata favorevolmente dalla Direzione Nazionale. Il difficile momento storico che stiamo vivendo richiede un deciso e concreto impegno nelle Istituzioni politiche a difesa del lavoro, dei diritti civili della tutela dell’ambiente. Io ci sono. Sono consigliere comunale dal 2014 e ho sempre messo a disposizione della mia comunità le mie esperienze, conoscenze e competenze fortemente legate al mondo della scuola, dello sport del volontariato e della promozione della persona.

Lei è mazarese e la sua comunità cinque anni fa ha contribuito all’elezione di Vita Martinciglio in Parlamento. Come valuta l’operato della sua concittadina?

L’exploit del Movimento 5 Stelle nelle ultime elezioni politiche 2018 ha sicuramente contribuito all’elezione di un gran numero di parlamentari appartenenti a quel partito. Non ritengo corretto dare un giudizio all’operato del singolo deputato che, nella fattispecie, quale componente della Commissione Finanze ha sicuramente contribuito agli atti parlamentari. Posso esprimere, però, un giudizio politico negativo sull’operato del Movimento 5 stelle che ha contribuito a livello nazionale insieme alla Lega e a Forza Italia a sfiduciare il Governo Draghi in un momento difficile per la nostra nazione e a livello regionale a stracciare l’accordo per il rinnovo dell’Assemblea, dopo aver partecipato e condiviso le primarie con il centro-sinistra.

In diverse occasioni le istituzioni nazionali si sono occupate della marineria mazarese per le questioni relative ai confini territoriali con i paesi nordafricani. Cosa servirebbe, a suo parere, per risolvere questo annoso problema?

Nello scorso mese di maggio una delegazione del parlamento europeo guidata dal vice presidente della commissione per la Pesca Pier Karlensind, su invito del deputato europeo Pietro Bartolo, è venuta a Mazara del Vallo per incontrare la nostra marineria ed ascoltare dalla viva voce dei pescatori i gravi problemi che attanagliano il settore. Il costo altissimo del gasolio e la sicurezza delle aree di pesca stanno mettendo in ginocchio uno dei settori principali della nostra economia.

La questione relativa ai confini territoriali con i Paesi nordafricani è oggi una questione delicata e complicata a causa della destabilizzazione politica della Libia. La risoluzione del problema deve essere affrontata coinvolgendo tutti gli organi politici e istituzionali competenti in materia; la Regione Siciliana, lo Stato e la Comunità Europa deve fare fronte comune e avviare un dialogo serio per risolvere il problema dei confini in modo chiaro e definitivo. L’Unione Europea, in particolare, deve impegnarsi a tutelare il settore della pesca nel Mediterraneo per ridare dignità ad un settore ridotto al collasso. Mi piace ricordare a questo proposito la figura del nostro compianto concittadino Giovanni Tumbiolo, esperto in materia di relazioni internazionali, che tanto si era speso nel costruire relazioni con i paesi nordafricani, con ottimi risultati. Per il nostro territorio è fondamentale avere un rappresentante all’interno delle massimeistituzioni parlamentari che si faccia portavoce dei bisogni della comunità.

Mazara è considerata un esempio di integrazione tra i popoli del Mediterraneo. Si parla tanto di Ius soli o di Ius Scholae, qual è la sua posizione al riguardo?

Mazara del Vallo è considerata, in valore percentuale, la città più araba d’Italia. Circa il 5% della sua popolazione è di origini tunisine. La comunità mazarese è un esempio virtuoso di integrazione e interazione pacifica. I primi flussi migratori verso la città risalgono agli anni ’60 quando la marineria mazarese in piena espansione economica aveva bisogno di parecchia manodopera.

All’interno della nostra comunità scolastica sono presenti bambini stranieri, l’integrazione culturale e sociale è un esempio fattivo e un modello virtuoso. Sono assolutamente favorevole allo Ius Scholae chi è figlio di genitori stranieri e studia in Italia ha diritto a diventare cittadino italiano. Bisogna rimuovere questa barriera ideologica, superare le ingiustificate discriminazioni e concedere la cittadinanza ai figli di genitori stranieri nati e cresciuti in Italia. Lo Ius soli che prevedeva di riconoscere automaticamente la cittadinanza a tutte le persone nate sul territorio italiano, fortemente boicottato dalla destra, rappresenta un primo passo per non escludere decine di migliaia di minori dai diritti connessi alla cittadinanza. La proposta del partito Democratico in tema di diritti è chiara e decisa: nessun destino è già scritto, il rispetto della dignità di ciascuno è alla base dei legami sociali.

Vincenzo Figlioli

Condividi
Tags: Stefania Marascia