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I tempi del Covid e quelli della politica

Immaginiamo il Covid e la politica siciliana come due corridori ai blocchi di partenza in una gara dei cento metri.

Immaginiamo uno stadio pieno, come si usava una volta, per assistere alla sfida e lo starter che sta per dare inizio alla corsa.

Immaginiamo il tifo dello stadio: i cori sono tutti contro il virus e di incoraggiamento alla politica, nonostante molti tifino con il naso turato e un pizzico di scetticismo, visti i precedenti.

Immaginiamo il boato alla partenza, a testimonianza di un’aspettativa altissima per il buon esito della gara.

E, infine, immaginiamo la delusione del pubblico di fronte al risultato finale, che vede il Covid tagliare il traguardo con un grande vantaggio rispetto alla politica siciliana. Di fatto, l’esito che tutti temevano e che speravano ardentemente di non veder realizzare.

La metafora sportiva rappresenta esattamente lo stato d’animo di tanti siciliani di fronte a quanto sta avvenendo in queste settimane. Due anni fa, la pandemia ha preso il mondo di sorpresa e non è stato facile affrontarne le conseguenze, sia da un punto di vista strettamente sanitario, sia per quanto riguarda gli effetti di ordine sociale ed economico. Passata la prima ondata, eravamo stati avvertiti sulla possibilità che se ne verificassero altre.

Tuttavia, la politica siciliana aveva dato ampie rassicurazioni: ricordiamo bene, nel maggio 2020, l’assessore alla Salute Ruggero Razza, che venne a dire a Marsala, in Consiglio comunale, che la Regione non si sarebbe fatta trovare impreparata. Proprio per questo, Marsala era stata individuata per la realizzazione di un padiglione interamente dedicato alle malattie infettive: un centro d’avanguardia che avrebbe supportato tutta l’utenza provinciale sia di fronte a una recrudescenza del Covid, sia per il dopo-Covid. Inizialmente, com’è noto, si era parlato di realizzarlo al San Biagio, in tempo utile per affrontare la seconda ondata. La seconda ondata è puntualmente arrivata, nell’autunno del 2020, ma il San Biagio è rimasto com’era. In compenso, Razza è tornato a Marsala per dire che il padiglione si sarebbe fatto, com’era più logico, accanto all’ospedale “Paolo Borsellino”. “Il primo piano sarà pronto entro il 31 maggio, l’intera struttura entro fine 2021”, disse in quell’occasione il commissario straordinario dell’Asp Paolo Zappalà, sottolineando che per rispettare i tempi di consegna dell’opera sarebbe stato attivato un cantiere su tre turni di lavoro (mattina, pomeriggio e sera). 

Siamo all’11 gennaio 2022, abbiamo attraversato la terza ondata e siamo nel vortice della quarta: il Covid e le sue malefiche varianti si sono rivelati corridori degni di una staffetta capace di bruciare ogni record. Del padiglione, invece, possiamo ammirare soltanto i pilastri in cemento armato e sul sito della Regione, che in tempo reale dovrebbe far vedere i vari step dei lavori, l’ultimo aggiornamento risale al 28 ottobre. La fotografia di una sconfitta politica e civile per la quale nessuno, finora, sembra intenzionato a chiedere scusa.

Vincenzo Figlioli

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