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Parte il servizio mensa nelle scuole di Marsala. Tra difficoltà e ritardi

Ha preso il via, in ritardo come da tradizione, la mensa negli istituti scolastici del marsalese.

Si tratta anche quest’anno, di un servizio condizionato dalla pandemia di covid che ne disciplina per certi aspetti l’attività. Abbiamo cercato di capire come sono andati i primi giorni del servizio che in condizioni normali coinvolge oltre un migliaio di alunni.

La gestione, come da appalto, è affidata anche quest’anno al raggruppamento di imprese che comprende la Siciliana pasti e la Cot. Al via, dopo avere adempiuto al pagamento o comunque all’iscrizione per usufruire del servizio si sono “presentati” circa 700 bambini.

“Si tratta della metà di quanti potenzialmente avrebbero diritto – si apprende da ambianti vicini alla società di erogazione pasti -. Noi eravamo pronti purtroppo siamo stati bloccati dalla questione relativa ai locali”. In pratica alcune scuole hanno utilizzato, per mancanza di aule, quelle solitamente destinate alla mensa. Inoltre ci è stato riferito che i lavori di adeguamento in alcuni plessi sono iniziati in ritardo. La mensa scolastica è un servizio importante non solo dal punto di vista nutritivo ma anche sociale, trasformarlo in una specie di ricreazione “due” da consumare all’interno delle aule rappresenta un vero e proprio vulnus che va superato nel più breve tempo possibile. In questo periodo di pandemia tutto poi si complica, in tema di servizi da somministrare all’interno delle aule dove spesso i locali sono al limite del rispetto delle norme anticovid.

Intanto le cucine che potevano ripartire lo hanno fatto regolarmente e il cosiddetto catering è stato ridotto al necessario sia nei plessi delle contrade sia in quelli del centro storico. “Ci siamo naturalmente attrezzati in vista dell’introduzione delle norme anticovid che prevedono che i lavoratori siano muniti di green pass – ci fanno sapere dalla ditta”.

Tuttavia appare netta la preoccupazione per quanto riguarda l’organico dei lavoratori. Lo scorso anno, usufruendo anche delle norme relative al ristoro e alla fiscalità anticovid, le aziende sono riuscite a non licenziare alcun soggetto. Ma perdurando la diminuzione degli alunni che vogliono usufruire del servizio, la situazione potrebbe farsi difficile anche dal punto di vista occupazionale.

redazione

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