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Inagibilità “Sirtori”, parla il Presidente d’Istituto: “Evacuazione o ricerca di un nuovo plesso?”

“La sede centrale dell’I.C. Sirtori di Marsala non supera i test antisismici, non potrà ospitare classi di primaria, presidenza e segreteria: la scuola ha chiesto al Comune di affittare locali in centro, ma nulla è stato fatto. Dove andranno i nostri figli?”.

Una lunga lettera in cui il Presidente del Consiglio d’Istituto Gianpiero Marino, unitamente ai rappresentanti dei genitori del “Sirtori“, spiega i punti salienti della vicenda che riguarda la scuola marsalese.

“Dopo lo scorso anno scolastico in cui, mancando 4 classi, sono stati fatti i doppi turni, ora ne mancano addirittura 15 e anche volendo, non si risolverebbe neppure con i turni pomeridiani. Ci vogliono altri locali e li chiediamo in centro. Stiamo vagliando anche azioni dimostrative: come chiedere al Comune i giardini pubblici: la Villa Cavallotti, il Parcobaleno del Lungomare per iniziare la scuola senza tetto, come in realtà ci sentiamo. Scuola senza scuola. È molto triste che il diritto allo studio dei bambini in obbligo scolastico non sia considerato una priorità assoluta nell’agenda politica. Da luglio ad oggi ancora nessuna determinazione percorribile è stata proposta e l’unica indicata, l’uso dei locali di Cutusio, appare insensata e non è accettata dalle famiglie: alunni di più classi in scuolabus?! Siamo in emergenza pandemica! Oppure l’ente locale ci mette a disposizione 15 mezzi?

Per fare chiarezza si riporta nel documento la vicenda punto per punto.

LA SITUAZIONE DELLO SCORSO ANNO

La scuola Sirtori vive una situazione di disagio per la mancanza di locali dal settembre 2020; a causa dello sdoppiamento di quattro classi per il rispetto del distanziamento sociale imposto dalle norme anti-covid, il personale scolastico e circa novanta famiglie hanno dovuto affrontare un intero anno con frequenza in doppio turno nelle ore pomeridiane dal Sirtori al Pestalozzi.

In verità l’amministrazione scolastica ha prodotto le dovute richieste, con reiterati e pressanti solleciti, fin dal mese di luglio 2020 visto che l’estate scorsa, come tutte le scuole italiane che sono state impegnate alla riorganizzazione del servizio scolastico alla luce della situazione emergenziale in atto, è emersa subito la criticità della mancanza di locali e della viabilità pedonale nella sede di via Sirtori.

Il problema dell’accesso al plesso è stato in gran parte risolto: prima dell’avvio dell’anno scolastico precedente è stato realizzato un secondo ingresso per l’afflusso della scuola dell’infanzia il cui edificio, sul retro della sede centrale; per quanto riguarda il turno pomeridiano della scuola primaria invece la situazione è rimasta stagnante per tutto anno scolastico scorso.

La dirigente scolastica con il precedente assessore alla Pubblica Istruzione, ha effettuato qualche sopralluogo ed individuato possibili soluzioni e, nel passaggio di consegne da un indirizzo politico della città al nuovo, è stato dato tempo alla nuova amministrazione di socializzare con le problematiche della città senza mai abbassare l’attenzione nei confronti degli alunni che hanno affrontato la frequenza pomeridiana. La dirigente scolastica Katia Tumbarello ha ottenuto un primo colloquio con il Sindaco Massimo Grillo a febbraio presso gli uffici comunali dove è stato ripresentato il perdurare della situazione di sofferenza che stavano vivendo le famiglie e gli alunni e anche il personale scolastico (ad esempio gli interventi di doppia sanificazione tra i due turni, un margine più ampio di rischio di contagio tra un afflusso e l’altro dell’utenza e di altre difficoltà didattiche e professionali legate alla situazione anomala come eccessivi straordinari e difficoltà a reperire supplenti nel pomeriggio) . In quell’occasione di incontro con il sindaco, la dirigente si è resa disponibile ad effettuare altri sopralluoghi presso vani di proprietà comunale che però, all’evidenza, non risultarono idonei per accogliere i minori.

Da lì è trascorso un intero anno scolastico senza soluzione del problema che verosimilmente, si sarebbe ripresentato nel prossimo anno scolastico visto che lo stato emergenziale viene regolarmente prorogato; nel frattempo l’amministrazione scolastica ha sacrificato le attività laboratoriali e progettuali per non escludere la scolaresca impegnata al pomeriggio o precludendo ad un cospicuo numero di alunni alcune iniziative viste le oggettive criticità.

A tutto questo si aggiunge che il plesso Livatino di via Alighieri è stato saccheggiato ben otto volte e che gli uffici competenti, nonostante le richieste prodotte anche negli anni precedenti per l’installazione delle grate sul retro e dell’impianto di allarme non hanno mai provveduto in tal senso. In questo caso il plesso è stato più volte chiuso senza preavviso per sanificazione straordinaria a causa delle intrusioni oltre che depauperato di qualsiasi suppellettile e materiale scolastico di medio valore economico: è chiaro che da settembre questa infausta possibilità potrà verificarsi di nuovo. Anche in questo caso gli uffici competenti non hanno dato soluzione pratica. La dirigente scolastica ha più volte richiesto un finanziamento ad hoc per le inferriate in modo da provvedere in modo autonomo e risolutivo, oltre che veloce, ma non è stata data attenzione a questa proposta né assegnati contributi straordinari per la sanificazione aggiuntiva.

LA NUOVA PROBLEMATICA CHE IMPEDISCE L’UTILIZZO DELLE AULE DI PRIMARIA DEL SIRTORI, LA PRESIDENZA E LA SEGRETERIA

La data cruciale è il 5 luglio 2021 quando le componenti della scuola sono convocate presso i pubblici uffici per risolvere la problematica del doppio turno, e in quell’occasione, il sindaco comunica che la scuola Sirtori, oggetto di indagine strutturale nell’ottobre 2020, così come altri plessi del Marsalese, non ha superato i test per la vulnerabilità antisismica e necessiterà di intervento di manutenzione straordinaria per cui i locali della scuola primaria non potranno essere utilizzati.

In pratica, se prima mancavano 4 aule – da qui i doppi turni dello scorso anno – dal 5 luglio ne mancano 11.

Dopo un primo momento di sgomento causato dalla novità la dirigente scolastica, lo staff, l’ingegnere Rspp e anche la componente genitori hanno cominciato un serrato lavoro di sopralluoghi e verifiche di locali che potessero ospitare la scolaresca, anche tramite agenzia immobiliari, e talvolta alla presenza dell’assessore al ramo Antonella Coppola si sono proposte diverse possibilità.

Premesso che sono stati fatti altri incontri e che gli uffici responsabili della manutenzione dell’immobile scolastico erano a conoscenza da mesi della situazione dell’indagine strutturale ad opera della ditta Manera (sull’albo pretorio è possibile reperire l’affidamento dell’incarico) , la dirigente scolastica ha richiesto innumerevoli volte interventi tempestivi relativamente agli affitti o reperibilità di nuovi vani ma, ad oggi, è nota soltanto una determina di incarico all’ente Marsala Schola datata 18 agosto che si dovrà occupare della manifestazione di interesse per l’affitto dei vani.

Ciò significa che il 16 settembre 2021 le 11 classi di scuola primaria e gli uffici non avranno una sede né potranno utilizzare il plesso Pestalozzi per il turno pomeridiano (ammesso che le famiglie siano ben disposte a ricominciare l’iter dell’anno precedente) perché i numeri coinvolti sono di gran lunga superiori a quelli che l’altro plesso potrebbe accogliere. Anche segreteria e presidenza sono al Sirtori e pertanto, anche questi sono senza locali e non possono lavorare di pomeriggio.

Viste le evidenze documentali, la dirigente Tumbarello ha più volte richiesto all’ufficio tecnico, settore edilizia scolastica, di formalizzare l’eventuale evacuazione dal plesso Sirtori che, pur essendo dotato del certificato di staticità, non possiede l’attestazione positiva di vulnerabilità antisismica. Di fatto potrà ospitare alunni e gli uffici o no? La normativa in questo caso è chiara: gli enti locali proprietari degli immobili scolastici devono rilasciare tutte le dichiarazioni e le attestazioni inerenti l’idoneità dei locali destinati ad uso scolastico al dirigente scolastico con formale passaggio di consegne (chiavi comprese) e cessione delle responsabilità relative agli adeguamenti fattibili con la manutenzione ordinaria (previa congrua assegnazione di risorse finanziarie necessarie al fabbisogno del mantenimento dell’edificio) al dirigente scolastico pro tempore. Secondo una nota del 24 agosto, deve deciderlo la dirigente, come se essa stessa fosse un tecnico in grado di misurare la pericolosità di un edificio non ritenuto adeguato in caso di terremoti.

Ad una settimana dall’avvio dell’anno scolastico appare avveniristico pensare in una soluzione immediata, soprattutto per gli uffici di segreteria cui dipendenti, nelle more di una dichiarazione formale da parte dell’ente locale proprietario, continuano a svolgere il loro servizio con regolarità.

Di contro, se il plesso, come informalmente comunicato il 5 luglio, non potrà accogliere il 16 settembre la scolaresca, non è ragionevolmente idoneo ad accogliere nessuno, segreteria compresa, tranne che i tecnici comunali responsabili del settore non dichiarino formalmente il contrario in tempi brevissimi.

I dubbi sono tanti: gli alunni potranno frequentare fino all’avvio della manutenzione straordinaria o e sarà opportuno evacuare l’edificio? Tali disposizioni sono di competenza comunale fermo restando che il dirigente scolastico, in assenza di formalizzazione e in qualità di responsabile della sicurezza, potrebbe bloccare l’accesso all’edificio in forma preventiva e farsi ospitare (senza essere stati invitati a farlo) con la segreteria, presso gli uffici comunali per non creare interruzione di pubblico servizio?

Le dinamiche e le incertezze sono tante poiché in due mesi (ma si potrebbe dire un intero anno scolastico (se consideriamo il precedente delle 4 classi) l’ente locale non ha provveduto a garantire pari diritto all’istruzione a tutti gli alunni del plesso Sirtori/Pestalozzi in età d’obbligo scolastico e, visto il disagio per le famiglie, avrebbe favorito la dispersione scolastica, l’incremento di difficoltà per alunni con bisogni educativi speciali, logorio fisico e mentale dei lavoratori e delle famiglie nonché un maggiore rischio di contagio da covid 19 a causa dell’utilizzo doppio degli stessi vani (del plesso Pestalozzi).

Si è anche paventata l’ipotesi di trasferire gli alunni nel plesso di contrada Cutusio visto che una parte della struttura è libera; tale possibilità era stata messa in discussione per le 4 classi nell’anno scolastico ormai concluso ma appare anacronistico pensare che 11 classi, o poco meno, possano spostarsi con agevole deflusso pedonale e veicolare nel quartiere Sirtori – Pestalozzi che, come noto, è un crocevia cittadino molto particolare e appesantito, nella viabilità, da due passaggi a livello. Dove dovrebbero stazionare i pullman mentre centinaia di automobilisti, alle 8,00 del mattino, tentano di raggiungere il proprio posto di lavoro o le altre scuole viciniori? Innanzi all’ipotesi di un transfer con scuolabus, i genitori degli alunni hanno mostrato non poca preoccupazione: quanti alunni potrebbero essere ospitati in ogni bus? Di quante classi? Un tragitto ampio in un mezzo chiuso e si sa che i mezzi pubblici sono estremamente pericolosi per i contagi.

Adesso è arrivato il momento delle risposte concrete, di una pianificazione strategica e coordinata delle varie forze e componenti che insistono sulla comunità scolastica dei plessi Sirtori e Pestalozzi (il secondo plesso di riflesso subisce le problematiche della sede centrale per ovvie ragioni di vicinanza e perché i vani sono più ampi e accoglieranno le classi più numerose). Si attende anche riscontro da parte dell’ente locale di poter utilizzare tre vani della scuola media Mazzini la cui amministrazione si è messa a disposizione, ma necessita di un trasloco e di una piccola manutenzione per un’accoglienza dignitosa dei più piccoli.

Tutta la corrispondenza tra il Sirtori e l’ente locale è resa nota a tutte le famiglie in quanto da parecchi mesi, onde evitare fraintendimenti, l’amministrazione scolastica ha scelto di condividere con le famiglie tutte le vicissitudini burocratiche che hanno condotto a questa situazione dando notizie quotidiane tramite il registro elettronico dove sono visibili i documenti ufficiali, fin da luglio 2020.

Se l’affitto dei vani fosse stato avviato a novembre oggi non assisteremmo a questa situazione.

In altri comuni si trovano soluzioni quasi con immediatezza (a Marausa, l’istituto Montalto).

La scuola, di fatto, non sa cosa rispondere alle famiglie su dove saranno svolte le lezioni fra tre settimane e assiste al rilascio di numerosi nulla osta di scuola primaria ai genitori che, per ovvie ragioni, devono organizzare per tempo la loro vita familiare.

La scuola non può, al momento, neanche organizzare il contingente organico dei docenti in una situazione di fatto dovuta agli assestamenti dopo i trasferimenti perché non si è a conoscenza di quante aule ospiteranno le classi e se ci sarà uno sdoppiamento per rispettare la distanza di 1 metro tra un alunno e l’altro (senza la metratura dei locali non si può calcolare).

redazione

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