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Vaccini e disagi, la denuncia dei medici di base: “Mancano le seconde dosi e l’Asp chiede dati sensibili. C’è incompetenza”

Malgrado il tentativo, in parte riuscito, di vaccinare l’intera popolazione del territorio trapanese, continuano ad arrivare segnalazioni di disservizi e disfunzioni che riguardano diversi aspetti della “vicenda vaccini”. Insomma prevale la logica che, se da un lato occorre vaccinare quante più persone possibili, dall’altro non si può lasciare indietro e non somministrare il vaccino ai intere sacche di popolazione.

E’ il caso – ma non solo – dei maturandi di Marsala e Petrosino, nello specifico, che in misura davvero esigua hanno partecipato all’Open Day allestito di proposito dall’Asp di Trapani, di concerto con il Comune di Marsala, presso i locali dell’Auditorium del Centro Sociale di Sappusi. E’ quasi certo che la campagna di informazione presso i giovani non sia stata efficace e che quindi non abbia sortito i dovuti riscontri.

Come segnalano diversi cittadini, da qualche giorno sono stati attivati dei canali per permettere ai medici di famiglia di avvisare i loro pazientisoprattutto ultrasessantenni – e chiedere loro se vogliono o meno fare il vaccino. Se da un lato è comprensibile l’attivazione dei medici di base, dall’altro, la richiesta che sembra provenire dall’Azienda Sanitaria Provinciale, di avere informazione sui cittadini appare alquanto “particolare”.

Non tutti sono disponibili a vaccinarsi e certamente non tutti sono disponibili a renderlo pubblico.

C’è pure un altro aspetto che va maturando e che contrasta con questa attività che, da un lato, spinge per vaccinare soprattutto i soggetti più fragili, dall’altro però, crea ostacoli e problemi. La denuncia parte dai medici di base ed ora rischia di diventare molto problematica. Diversi dottori di famiglia hanno rinunciato alla campagna di vaccinazione, malgrado il Protocollo firmato in Regione dalle associazioni di categoria, denunciando disservizi e mancanze.

Per quanto attiene la vicenda della comunicazione di dati sensibili all’Asp, la Federazione Italiana Medici di Famiglia comunica che i propri associati non forniranno più i nomi dei loro iscritti. Si tratta di una divulgazione di dati sensibili oltre che di una notevole perdita di tempo. “Abbiamo bisogno del rispetto del Protocollo – ci dicono – che prevedeva la distribuzione puntuale e capillare dei vaccini. Cosa che è avvenuta a singhiozzo. Adesso siamo arrivati alla seconda dose e non abbiamo vaccini. Diversi di noi hanno dovuto telefonare ai propri pazienti per comunicare il ritardo nella seconda somministrazione”.

Sull’argomento, in maniera dura, è intervenuto il segretario generale della FIMMG Sicilia: “Deve essere ben chiaro – scrive in una nota Luigi Galvano – a tutti l’alveo su cui dobbiamo operare, ognuno nel proprio ambito di attività, in questa fase della Campagna vaccinale dove i vaccini dovrebbero arrivare in numero congruo al fabbisogno generale, caso contrario possono avvenire dei disallineamenti pericolosi per il singolo individuo e per la collettività. Che sia ben chiaro a chi ha una responsabilità diffusa che lasciare che i medici di famiglia aspettino per ore un vaccino che non arriva o che arriva in numero inferiore al fabbisogno prenotato è cosa grave anzi gravissima se ciò avviene a causa di incompetenza, pressapochismo o peggio colpevole valutazione di altri che non hanno ben chiari i loro poteri e la loro potestà. I medici di famiglia vaccinano da decenni e conoscono bene il loro paziente quindi fanno una vaccinazione di prossimità, consapevole e competente e non fanno scegliere il vaccino da somministrare al vaccinando che non può usare certamente un alcun criterio clinico”. 

redazione

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