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Tre nuovi diaconi alla Diocesi di Mazara, domenica le ordinazioni

Tre nuovi diaconi permanenti saranno ordinati in Diocesi dal Vescovo monsignor Domenico Mogavero. A partire da domenica prossima (30 maggio) e poi proseguendo sabato 5 e sabato 12 giugno, nella Cattedrale di Mazara del Vallo, verranno ordinati il marsalese Giulio Sirtori (ore 18,30), il mazarese Antonio Ferro e il castelvetranese Rosario Ferracane (ore 1d9).

Sirtori, assicuratore, ha iniziato il suo cammino nel 2011: «Ho capito allora che ero chiamato a qualcosa più grande di me, qualcosa di immenso. Pian piano ho cercato le risposte fino a quel momento incompiute», spiega Sirtori. Nel 2013 l’ingresso nella rgrande famiglia diocesana guidata da don Vito Impellizzeri, allora rettore del Seminario. «Oggi, dopo sette anni di cammino, ringrazio Dio per lo smisurato amore che mi ha donato», ha detto ancora Sirtori. Antonio Ferro di Mazara del Vallo, invece, è neuropsichiatra infantile e verrà ordinato sabato 5 giugno: «La formazione spirituale mi ha aiutato a crescere nei tratti specifici della spiritualità diaconale così come la formazione teologica è stata fondamentale per maturare una proficua coscienza ecclesiale, per poter esprimere la ragionevolezza della mia fede e svolgere i compiti specifici del ministero nel servizio all’altare, nell’annuncio della Parola e nella carità». Ferro è il rappresentante della Diocesi nella Commissione regionale tutela minori e fa parte dell’equipe diocesana per lo stesso Servizio. «Vi è in me una sana inquietudine, nata dall’invito di Papa Francesco, ad andare verso e dimorare nelle periferie esistenziali dei nostri fratelli e sorelle. Spero di poter svolgere il mio ministero testimoniando una a fraternità concreta e senza confini, capace di leggere i segni dei tempi e fare della diaconia la mia via alla santità», ha raccontato Ferro.

Rosario Ferracane (verrà ordinato sabato 12), pediatra, ha ricevuto il lettorato nel 1994: «Ora, in età avanzata, l’ordinazione diaconale – racconta Ferracane – sono attento a cogliere le situazioni di emarginazione e di disagio e a essere di stimolo per l’attitudine al servizio in tutta la comunità cristiana. Il servizio liturgico del diacono non può essere separato da un servizio reale nella società», racconta ancora Ferracane.  

redazione

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