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Annullamento registro bambini mai nati, il sì delle associazioni femminili. Il no di Sinacori: “Prodotto del concepimento parola infelice”

Dopo la nota del Consigliere comunale Pietro Cavasino contro i cartelli ddl Zan e la proposta di far annullare la delibera che ha istituito a Marsala il registro dei bambini mai nati – ovvero il seppellimento dei feti morti in un’area del cimitero dando un nome di fantasia – diversi sono stati gli interventi pro registro e contro il registro.

Il Coordinamento delle Associazioni Femminili – Ande, Cif, Fidapa, Casa di Venere, Metamorfosi e Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati – esprime il suo compiacimento per la proposta al Consiglio Comunale del consigliere Piero Cavasino, presidente della Commissione Affari Generali, per l’annullamento della delibera che ha istituito il “registro dei bambini mai nati”.

Il coordinamento, già promotore del ricorso al Tar insieme a CGIL Sicilia e Udi, contro la modifica del regolamento cimiteriale del Comune di Marsala invita i consiglieri comunali a condividere la proposta a tutela delle donne e della legge.

L’ex Consigliere comunale Giovanni Sinacori, uno degli esponenti che votò la delibera, intende fare alcune precisazioni in merito a quanto affermato da Cavasino: “Desidero precisare alcune cose che sono state scritte dall’avvocato Pietro Cavasino, consigliere comunale di Marsala e Presidente della Commissione Consiliare permanente Affari Generali ed Istituzionali-Personale-Politiche Comunitarie-Società Partecipate, circa il Regolamento comunale noto come “Registro dei Bambini mai nati”. Io, insieme a molti altri consiglieri (credo venti), votai a favore dell’approvazione di quel Regolamento e, rassicuro il consigliere Cavasino che non si è trattato di una “iniziativa discutibile”. Che il consigliere Cavasino la pensi diversamente è un fatto assolutamente normale e che ritenga di dover riparare a un supposto vulnus di legittimità, la cui colpa non è certamente riconducile ai consiglieri che discutono e votano dopo i visti tecnici favorevoli, è cosa altrettanto giusta. Non ci sto invece quando, volendo ergersi a tutela della collettività da notizie false e menzognere, si rivela il primo ad utilizzare una narrazione distorta dei fatti. Quando il consigliere Cavasino scrive che la delibera “indirettamente tenta di colpevolizzare le donne che fanno legittimamente ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza in base ad un diritto riconosciuto dallo Stato”, dice una cosa due volte falsa. Primo, perché a Marsala non è possibile sottoporsi ad interruzione volontaria di gravidanza. Secondo, perché nessuno potrà comunque essere schedato contro la propria volontà. Spiace che al consigliere Cavasino sia sfuggito questo particolare perché sta per chiedere l’annullamento di un Atto che va solo ed esclusivamente nella direzione di una tradizione antica quanto l’umanità: la DEGNA SEPOLTURA di esseri umani più sfortunati di noi che, per vicende diverse, non sono venuti alla luce. Per me, per noi, questa è Civiltà, questo è Rispetto, questa è Tutela e Amore nei confronti delle donne e delle famiglie che hanno già dovuto rinunciare ad una parte di loro. Altro che medioevo, caro consigliere, qui si tratta di avere il coraggio di chiamare con il nome proprio ciò che in maniera artefatta, viene annichilito da paroloni minimaliste come “prodotto del concepimento” o “prodotto abortivo”. Termini infelici che, glielo assicuro, non cambiano la realtà di una sola virgola. Quelli sono i nostri figli. Sono BAMBINI MAI NATI, per l’appunto. Del resto, quando nel suo “sfogo personale” parla di “registrazione e seppellimento di un prodotto abortivo contrarie alla volontà della madre”, forse non se n’è accorto, ma le è sfuggita la parola “madre”.

redazione

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