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Laura Gandolfo (giovanili Sigel): “Volley è inclusione, non lasciateci soli”. Si parla anche di impiantistica

La Sigel Volley Marsala non è solo una società di serie A 2 che porta alto il nome della Città in altre aree d’Italia, ma soprattutto una realtà che ormai da diversi anni ha creato un ambiente sportivo solido a partire dal settore giovanile. Siamo entrati dentro questo mondo grazie a Laura Gandolfo, dirigente responsabile del settore giovanile della Marsala Volley, nonché istruttrice ed educatrice.

Continuate a lavorare e bene per le giovani atlete sin da piccole. Quali sono le iniziative che state portando avanti.

Innanzitutto c’è un mondo prima e dopo il Covid. Dall’ottobre del 2015 abbiamo iniziato a sviluppare il settore giovanile in maniera ampia, a partire dai Campionati Under 13, Under 15. Abbiamo avuto richieste anche per seguire delle bambine molto più piccole e con loro svolgiamo psicomotricità, giochi, disegni, giornate di inclusioni, iniziative dedicate al rispetto della donna, ecc. Quindi non solo volley. Ciò grazie altresì a un coach, Luciano Tagnesi, già allenatore in seconda della Sigel, che ha abbracciato il nostro progetto. Un progetto supportato da uno staff specializzato: oltre a me e a Tagnesi, ne fanno parte Barbara Gandolfo, Giusy Scimemi, Manuela Almanza, Daniela Muggiano e Gianni Farris; c’è chi tra noi nella vita fa l’assistente sociale, chi la psicologa e ciò è importante per trovare soluzioni e risorse per le giovanissime. Altri stimoli importanti sono parlare del senso di squadra, di come si diventa squadra, gli allenamenti… è qui che le più piccole interagivano in palestra con le giocatrici della serie A che, tra l’altro, hanno incontrato diversi studenti nelle scuole marsalesi per avvicinare allo Sport. Abbiamo persino aperto le porte della nostra palestra anche a ragazze provenienti da Mazara che non potevano allenarsi e abbiamo allenato gratuitamente giovani di altri posti.

C’è oggi un post Covid, però.

Dopo il Covid le cose sono cambiate, tutto questo al momento non possiamo viverlo. Ma grazie alla società di serie A abbiamo potuto continuare a fare gli allenamenti e adesso anche i Campionati giovanili. Per fare ciò abbiamo protocolli severissimi, rispettiamo l’igiene personale, misuriamo la temperatura, ogni 15 giorni le nostre ragazze fanno il tampone. Ma siamo comunque preoccupati per la pandemia e dobbiamo sempre stare attenti perché in altre realtà possono non essere così ligi. Mi auguro che lo siano, perché il Campionato Under 15 è già iniziato e inizieranno a breve quelli Under 17 e Under 19. E’ indubbio dire che ci siamo sentiti molto soli nell’affrontare tutto questo e ci siamo spesso fatti carico delle spese con le nostre risorse. Il Covid inoltre, ha comportato che molte ragazzine non vengono più, ciò è dipeso da timori o da alcune situazioni familiari difficili.

Avere una realtà solida in Serie A è fondamentale ma anche l’impiantistica lo è. Non avvertite che il PalaBellina vi sta stretto?

Certo. E per di più due domeniche fa pioveva mentre si giocava una gara ufficiale, problemi vecchi e strutturali notevoli. Per noi sarebbe importante avere un aiuto dalle Istituzioni Pubbliche, ad esempio avere a disposizione un pulmino per prelevare le ragazzine che abitano in periferia e portarle in palestra. Questa è la vera inclusione. Non si pensi che la Pallavolo sia uno sport d’élite, è uno sport per tutti, accogliamo tutti al di là del fattore economico. L’ideale sarebbe giocare al Palasport – casa ideale per una squadra di Serie A – ma ciò significa affrontare dei costi troppo alti, non possiamo permettercelo, benché nel tempo abbiamo avanzato tante proposte. Ecco perché il Comune di Marsala dovrebbe aiutarci e l’assessore allo Sport dovrebbe ascoltarci.

redazione

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