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I libri sono ali: Il potere delle parole

Le parole. Le fondamenta della conversazione e delle interazioni sociali, la prima cosa che insegniamo ai bambini dopo averli spinti a muovere i primi passi.

Le parole sono come amuleti, talismani preziosi ma possono trasformarsi in spilli, in quel sassolino fastidioso dentro la scarpa che ti impedisce di camminare senza provare un leggero fastidio.

Ci sono parole belle e altre un po’ meno, parole leggere, bellissime e parole pesanti come macigni che rimangono attaccate al cuore, alle caviglie. E più pesano più ci rendono impossibile il conviverci.

Quante volte abbiamo sottovalutato il potere delle parole? Quante volte abbiamo sorvolato sulla loro importanza? Ecco perché dovremmo sempre pesarle, le parole.

Soprattutto quando ci rivolgiamo ai bambini.

Sciocco, imbranato, incapace, tonto. Alla fine si finisce col crederci.

Ciccione, nanerottola, capellona, acciuga. Ti si appiccicano addosso, rimangono lì per giorni. Lasciano il segno, se ti guardi allo specchio le vedi riflesse.

Ma per fortuna le parole non sono tutte uguali, quando ti colpiscono alcune fanno subito effetto, come una carezza. E sono così belle che alla fine non si riesce proprio a farne a meno: come un “ti voglio bene”, un “mi dispiace”, “scusa”.

Bisognerebbe sempre ricordare ai bambini il peso, l’importanza e il valore delle parole, spiegare loro che se usate bene possono alleggerire il mondo.

Il potere delle parole, Fabiana Ottaviani e Cristiana Petit (Pulce editore). Età 4+

a cura della Libreria per bambini Albero delle Storie

redazione

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