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La regina delle rane

C’era una volta uno stagno dove le rane dormicchiavano, cacciavano e ogni sera, all’ora del tramonto, cantavano insieme. Un giorno, qualcosa cadde nello stagno e la prima rana che riuscì a scovarlo si ritrovò con una corona in testa. Presto divenne regina: non poté più bagnarsi le zampe né cacciare le mosche e si piazzò su una grande foglia in compagnia dei suoi lacché. In breve le rane dovettero servirla e smisero di cantare. Ma all’eccezionale esibizione di tuffi, la più grande tuffatrice dello stagno emerge dall’acqua senza corona.

Di chi è il potere? Chi è che comanda e decide? Per puro caso nella nostra favola una rana, che trova una corona. In questa favola moderna c’è un po’ di tutto, il potere assunto per pura fortuna, quindi senza merito, i consiglieri che si ergono ad amici che indirizzano le scelte della sovrana, e ancora, c’è chi si pone le domande. Questa la cosa più interessante, nonostante una regina cambia la vita dello stagno, ci sono rane che continuano a porsi delle domande. Il cuore della storia sta lì, sta in quelle rane che non si ribellano con la forza, non si adeguano alle imposizioni, ma continuano a porsi delle domande, perché vogliono capire, perché non si accontentano di sottostare. Se una cosa è giusta la fanno, se non lo è domandano il perché.

Una favola pungente che combina con leggerezza il dipanarsi del caso e la critica sociale, che racconta l’arbitrarietà del potere e il corso del destino, la noia della sovrana e l’euforia collettiva del coro. Ma alla fine sarà davvero una corona, la corona?

Una favola raccontata dalle parole attente e puntuali di Davide Calì e splendidamente disegnata in particolari e colori che riconosci subito essere della matita di Marco Somà.

Fate domande, usate parole gentili e fate domande.

Età di lettura: da 6 anni.

a cura della Libreria per bambini Albero delle Storie

redazione

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