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La Lega di Marsala contraria alla chiusura dell’erogatore dell’acqua di Piazza del Popolo

La Lega di Marsala interviene interviene sulla chiusura della casetta dell’acqua di piazza del Popolo.

“Pochi giorni dall’insediamento del nuovo Sindaco di Marsala, Massimo Grillo, trascinato da un carro imponente di ben 9 liste, politicando la partecipazione civica di larga maggioranza senza bandiere ne scudi politici, ad oggi presenta solo proposte di bassa politica civica e sempre più caratterizzata da interessi per i pochi se non anche di interessi privati e forse anche economici. Con sgomento apprendiamo della chiusura della casetta dell’acqua istallata poche settimane fa dalla vecchia amministrazione Di Girolamo nella zona più conosciuta come Piazza del Popolo.

Anche questo progetto chiesto da decenni per rendere Marsala sempre più una città a misura d’uomo, per permettere al cittadino di fornirsi con costi irrisori di acqua potabile e soprattutto per ridurre l’uso della plastica e conseguente riduzione del rifiuto.

Il provvedimento di chiusura viene motivato per un’azione volta a contrastare la pandemia da Covid-19 perché per rifornirsi di acqua il cittadino deve usare la tastiera di comando e ancora perché il contenitore dell’acqua usato dal cittadino potrebbe infettarsi in quanto qualcuno potrebbe o ha bevuto direttamente dal tubo di uscita dell’acqua. Teniamo a specificare che non esiste nessuna normativa che impone la chiusura delle casette dell’acqua anche se qualche comune ha giustificato il provvedimento per evitare assembramenti. Facile capire che secondo questa logica ci dovremmo chiudere in casa e non uscire neanche per fare la spesa per non toccare oggetti già toccati da altri potenziali untori, dai pulsanti degli ascensori, maniglie delle porte del condominio, carrelli della spesa, tastiere dei bancomat, prodotto scaffalizzati nei supermercati, ecc. Ritenuto il provvedimento privo di ogni senso civico e totale assenza di giustificazione normativa; ritenuta la motivazione della contaminazione dell’acqua blanda ma di facile soluzione, concedeteci una nota sarcastica, vista inefficacia della Governace di super esperti che non è stata in grado di fornire nessun suggerimento per la messa in sicurezza della colonnina vi suggeriamo noi l’istallazione di una paratia in acciaio per impedire di toccare, sia con le mani che con il contenitore da riempire, il tubo erogatore dell’acqua potabile. Costi presunti circa 50€ compresa di istallazione; ritenuta insignificante l’argomentazione sull’uso della tastiera del distributore in quanto trattasi di autoprotezione del cittadino il disinfettarsi le mani dopo aver toccato superfici a rischio; ritenuto il provvedimento di bassa politica volendo demolire quanto realizzato dalle precedenti amministrazioni con l’investimento di soldi pubblici(soldi di noi cittadini) che comunque hanno apportato un beneficio al cittadino in termini economici; sicuri del fatto che il provvedimento mina le politiche ambientali fino ad oggi fatte dalla vecchia amministrazione, se pur insufficienti, carenti e poco adatte al nostro territorio che già versa in condizioni pietosi per via del sempre più vistoso problema dell’abbandono dei rifiuti a maggiore ragione della plastica; costatato il deturpamento dell’angolo di Piazza del Popolo con la chiusura della casetta con una squallida applicazione tavole grezze per l’edilizia e nastro in plastica bianco/rosso, sistema che si riserva alle zone di crollo delle macerie e per l’incolumità pubblica e non semplicemente per chiudere un rubinetto. Forse è un modo subdolo di comunicare la demolizione della precedente amministrazione: Noi della Lega per Salvini Premier di Marsala, per quanto sopra descritto, chiediamo l’immediata messa in sicurezza del distributore con la conseguente riapertura delle casetta dell’acqua e il ripristino dei luoghi. Tutto perché noi cittadini responsabili vogliamo attivamente partecipare alla difesa della vita economica del cittadino, nel rendere Marsala una città migliore anche nell’aspetto e in fine, ma non per ultimo, alla difesa dell’ambiente. Se questa per voi è la politica di larga intesa per noi cittadini si chiama diktat”.

Giacomo Dugo, Vice commissario Gianni Campanella, Alessandro Pagano, Antonio Geretto, Bernadette Vigna, Fanny Montalto, Francesca Trapani, Giacomo Manzo, Giovanna Lamia, Maria Pantaleo, Miriam Di Girolamo, Noemi Passalacqua, Patrik Basile, Piero Fici e Salvatore Oddo.

redazione

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