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I libri sono ali: Le parole di mio padre

“Qualche volta, se hai un problema che non riesci a risolvere, devi lasciarlo galleggiare su una piccola barca lungo il fiume”, questa frase la ripeteva sempre il marito della scrittrice di questo bellissimo libro. Uno psicologo che quando è morto ha lasciato una piccola grande eredità alla sua famiglia: un suo paziente ha chiesto alla moglie, Patricia, se ogni settimana avesse potuto telefonarle per raccontarle qualcosa del marito, qualcosa di bello che il marito aveva fatto per lui. La storia del libro prende spunto da questa storia personale, racconta della perdita, della morte di un genitore.

Il padre di Fiona aveva sempre una parola buona per tutti, sapeva scegliere quella giusta per un certo momento, sapeva ascoltare e adorava cantare.

Purtroppo muore improvvisamente, ed è tramite una telefonata che Fiona lo viene a sapere. I capitoli si susseguono e in questi si racconta l’elaborazione del lutto della bambina, l’incredulità e la sua rabbia, ma anche la tensione verso gli altri, Fiona comincia a prendersi cura dei cagnolini al rifugio, il confronto con chi ha subito la stessa perdita. Il papà di Fiona era uno psicologo e un ragazzo, uno dei suoi pazienti più affezionati che per Fiona è più che altro un “fuori di testa”, prende un appuntamento telefonico con lei: ogni lunedì alla stessa ora la chiama per raccontarle una cosa bella del suo papà. Il romanzo diventa allora una sottile riflessione sul rapporto tra genitori e figli, su come la tua vita possa essere diversa a seconda di chi hai come padre e come madre, su come comunque ci sia la possibilità di incontrare delle altre persone che si prendono cura di te e tengono per te accesa la luce.

Un romanzo per ragazzi semplice, ma che affronta grandi temi che quotidianamente viviamo. Nella vita di tutti noi ci sono grandi dolori ma anche tanta poesia, come cita il libro, questa la troviamo quando si pensa, si usa l’intelligenza, si considera la dignità delle persone. Patricia MacLachlan sa quanto contano le parole, sa che hanno il poter di cambiare la vita delle persone, sa usare quelle giuste per raccontare ottime storie che rimangono nel tempo, classici da riproporre ai lettori.

Età consigliata 9-12 anni.

Motivazione del premio

Per la capacità dell’autrice di affrontare il tema della perdita senza cedere a didascalismi, scegliendo ogni parola con ponderata efficacia. Per offrire una riflessione non scontata sul rapporto tra genitori e figli e sull’importanza della cura reciproca. Per l’attenzione alla poesia, lieve eppure straordinaria, che emerge dal racconto del quotidiano.

a cura della Libreria per bambini Albero delle Storie



redazione

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