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Referendum, da Turano a Lo Curto, l’Udc è compatta per il No

Da Mimmo Turano a Eleonora Lo Curto, lo stato maggiore dell’Udc trapanese si schiera compatto per il “no” al referendum sulle modifiche costituzionali, che chiamerà alle urne gli italiani domenica 20 a lunedì 21 settembre.

Per Turano si tratta di “un progetto di riforma folle che mette a rischio la rappresentanza dei siciliani e dei trapanesi nel Parlamento”.

“Io voto No – spiega all’assessore regionale alle attività produttive – perché difendo il mio territorio, la provincia di Trapani e tutta la Sicilia. E questa scelta perché nessun romano o milanese pensa alla difesa delle nostre zone. […]. Non dobbiamo permettere che all’interno del Parlamento, dove l’intera popolazione è rappresentata, non si discuta più della provincia di Trapani”.

La vittoria del Sì, secondo Turano non avrebbe risvolti positivi: “Nel Collegio 1 della Sicilia, che raggruppa Trapani, Caltanissetta, Agrigento e Palermo i deputati sarebbero ridotti del 33%, passando da 25 a 15. La mia provincia non avrebbe più un rappresentante e temo che se in Parlamento non ci dovesse essere più nessuno a difenderla allora le cose qui peggiorerebbero, perché ci sarà qualcun altro che difenderà la propria”.

Sulla stessa linea la capogruppo dell’Udc all’Ars Eleonora Lo Curto: “A pochi giorni dal voto referendario intendo indicare agli elettori di votare No ad una riforma truffa che mistifica la realtà e, di fatto, rappresenta un taglio alla democrazia più che ai costi, tanto che la riduzione della spesa è pari al prezzo di un caffè per ogni italiano”.

redazione

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