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Domenico Venuti (Pd): “per le amministrative a Marsala niente soluzioni calate dall’alto”

Domenico Venuti, attuale sindaco di Salemi è il nuovo segretario provinciale del Partito democratico. Succede a Marco Campagna e guiderà i democratici della provincia di Trapani nei prossimi anni.

Non si è trattato di una elezione a sorpresa visto che le diverse anime avevano deciso di convergere sul nome del primo cittadino salemitano.

Segretario, la sua elezione è la sintesi di un accorso unitario che si sta registrando in tutta la Sicilia nel Partito democratico.

Ci tengo a sottolineare la peculiarità della provincia di Trapani. Niente accordi preconfezionati, ma un dibattito aperto in tutti i congressi dei circoli. Quando è apparso chiaro che si andava verso soluzioni unitarie in tutti i comuni, abbiamo ritenuto opportuno arrivare ad una soluzione condivisa anche per l’elezione del segretario provinciale. Ma ripeto, niente accordi da vecchia politica ma dibattiti sereni dove sono emerse posizioni diverse sulle quali si è cercato di fare sintesi per giungere a soluzioni unitarie. Quella è la sfida vera per il futuro del Pd, comprendere che i percorsi di unità vanno costruiti e non realizzati in laboratorio. Vanno costruiti dal confronto e dal mettere da parte le questioni personali. Non tutti devono pensarla allo stesso modo, ma gli obiettivi comuni devono essere condivisi. Ricordo che c’erano due candidature, la mia e quella della Villabuona, e io sono stato eletto il segretario provinciale, perché c’è stato il ritiro della stessa Valentina Villabuona che è stata nominata presidente provinciale del partito”.

Segretario, molti dei dirigenti dei circoli locali sono giovani alle prime esperienze. Sembra quasi che ci sia voglia di partecipazione…

“Indubbiamente, questo è stato un po’ lo stimolo per accettare. Io non ero particolarmente convinto di fare un percorso di questo tipo, perché avevo riscontrato alcuni limiti e mi ero messo a disposizione, facendo anche altro, con ruoli differenti o senza ruoli, ricordando il mio incarico istituzionale di sindaco di Salemi che mi sottrae molto tempo. Ma c’è stata una spinta importante che è arrivata dai territori e che ha visto spingere per una ripartenza sotto l’egida del cambiamento di metodo. Dobbiamo guardare al futuro su presupposti diversi.

Il primo atto che affronterà sarà quello della nomina della segreteria provinciale. Che criteri adotterà per individuare i suoi collaboratori?

“Nessun criterio prestabilito di territorialità o di genere. Intanto ho nominato vice segretario Francesco Crinelli. Nei prossimi giorni presenterò la mia squadra. La direzione e l’assemblea del partito sono loro stessi l’espressione dalla territorialità. Ci sono poche segretarie donne, Marsala, Petrosino ed Erice ed già un punto di partenza. Parliamo di città importanti come Marsala ed Erice, non me ne voglia Petrosino, ma credo che le donne debbano aver più spazio nella sostanza. A volte si cercano le donne da mettere nelle liste così, giusto perché c’è un obbligo di parità di genere. Dobbiamo fare in modo che le donne siano protagoniste in quanto tali, vadano negli organismi, si candidino alle elezioni e chi ha più consenso vada a rappresentare in Consiglio comunale la comunità”.

A proposito di Petrosino il sindaco è componente della direzione nazionale del suo partito che però in Consiglio comunale in questi anni si è collocato all’opposizione.

“Fermo restando che il colloquio con Gaspare Giacalone che, come ha bene ricordato, è dirigente nazionale del Pd ci deve essere e io stesso sono tra quelli che ha più volte parlato con il sindaco di Petrosino, la questione del rapporto istituzionale tra il gruppo e il primo cittadino è stata al centro del dibattito del congresso di circolo. Io credo che si vada ad un superamento di posizioni che ormai fanno parte del passato anche se sono trascorsi soltanto due anni. Pensi che due anni fa il Partito democratico era all’opposizione di un governo nazionale guidato da Giuseppe Conte e che ora fa parte di un governo guidato dallo stesso premier”.

Se è cambiato il mondo in due anni figuriamoci in cinque. Lei capisce che mi riferisco alle imminenti elezioni amministrative di Marsala, città sua di origine, dove peraltro ha occupato il ruolo di commissario straordinario del Pd.

Intanto tengo a sottolineare che si rinnoveranno le cariche amministrative anche a Campobello di Mazara e a Gibellina. Sono comuni importanti. Mi incontrerò con i dirigenti del mio partito di quei circoli per capire come possiamo anche lì attrezzarci per vincere e quale progetto politico proporre agli elettori. Naturalmente Marsala è unì’altra cosa. Si tratta della quinta città della Sicilia e abbiamo un amministrazione uscente a guida del Pd indipendentemente dal tesseramento che comunque vede diversi assessori che hanno rinnovato o preso la tessera del partito per la prima volta. Le mie dimissioni da commissario di allora sono da inquadrare in un contesto più complesso. Certamente non c’è stata serenità nel dibattito all’ interno del Pd e nei rapporti con l’amministrazione, non devo nasconderlo. Martedì prossimo incontrerò la direzione e il gruppo consiliare marsalese. Ascolterò le diverse posizioni riguardo ai rapporti con l’amministrazione. Sarà un primo passaggio per giungere poi ad una soluzione quanto più unitaria possibile. Quella per le amministrative di Marsala sarà una sfida complicata e molto interessante, ma partendo dalle divergenze credo si possa trovare, con senso di responsabilità, un percorso di convergenza. Sosterrò che occorre uscire dalle mura del circolo cercare soluzioni tra la gente e il dialogo con il mondo civico. Noi in provincia di Trapani non dobbiamo accettare soluzioni calate dall’alto. Ogni comune ha la sua peculiarità, il mio compito in questa fase è quello di ascoltare tutti. Gli obiettivi da raggiungere per la città di Marsala sono la vera sfida, prima ancora di un posizionamento o rivendicazione di spazio di qualcuno. Se questo tornerà al centro del dibattito politico, a partire dal Partito Democratico, credo che a Marsala ci siano gli spazi per fare un buon lavoro e sarà un banco di prova importante per tutta la politica e per la credibilità della politica. Parlerò presto con il sindaco Di Girolamo per vedere da dove poter iniziare questo percorso”.

redazione

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