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Da Vox Populi a Nar: il punto sui segni e i simboli dell’estrema destra a Marsala

Continuano a proliferare le scritte razziste e neofasciste sui muri di Marsala. La nostra testata e diversi cittadini hanno segnalato negli anni quest’inquietante escalation, che oltre a deturpare diversi angoli della città, indicano sotto traccia la presenza di gruppi di estrema destra, finora poco visibili nelle dinamiche politiche locali, ma evidentemente intenzionati a manifestare la propria presenza.

Proprio ieri, ci è stata segnalata l’inquietante scritta “Nar”, sotto la finestra di un ufficio, in via Buscemi (la piccola arteria viaria che collega piazza del Popolo e via dei Mille), che peraltro espone esternamente una bandiera tricolore. Magari ai più giovani questa sigla non dice molto. Per i più grandi o i più informati sulle cronache italiane, Nar è l’acronimo di Nuclei Armati Rivoluzionari, una formazione di estrema destra che in 4 anni si rese responsabile di 33 omicidi, per i quali furono condannati Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Difficile capire cosa c’entri Marsala con i Nar. Ma, evidentemente, per qualcuno valeva la pena ricordarli.

In principio furono le svastiche, le croci celtiche, i messaggi ingiuriosi verso la Liberazione e l’Unione Europea o il sempreverde “boia chi molla”. Negli ultimi anni, si è registrato un cambio di strategia, con una maggiore attenzione ai temi di attualità o alle tendenze dei gruppi neofascisti nazionali. Nel 2016, in maniera ignobile, qualcuno aggiunse il nome del presidente dell’Anpi Pino Nilo sulla lapide che ricorda i partigiani marsalesi caduti durante la resistenza. Nel 2018, comparvero due scritte inneggianti a Luca Traini, l’estremista di destra che sparò a sei immigrati dopo il terribile omicidio della 18enne Pamela: una davanti la sede del Pd, in via Frisella, l’altra accanto all’ingresso della palestra “Grillo” a Porticella. Nel frattempo, un gruppo di antifascisti, stanchi di attendere le istituzioni pubbliche, hanno trasformato svastiche e croci celtiche in mulini a vento, simboli certamente più in sintonia con l’identità marsalese. Molto attivi, su questo fronte, anche il gruppo Arci Scirocco e il consigliere Daniele Nuccio, che ha spesso denunciato questi episodi in Consiglio comunale, sollecitando più volte l’amministrazione comunale a una maggiore vigilanza fino a recarsi personalmente con un gruppo di giovani nella zona di Porticella per ridipingere alcuni muri che erano stati imbrattati con i simboli del nazismo e del fascismo.

Tuttavia, i militanti dell’estrema destra hanno continuato a lasciare le proprie tracce nel centro storico marsalese, non risparmiando nemmeno Palazzo VII Aprile, sede istituzionale del Consiglio comunale, o gli istituti scolastici (il portone della scuola media “Vincenzo Pipitone”). Contestualmente, i protagonisti di queste ripetute performance hanno cominciato a firmarsi con alcuni nomi della vasta galassia nera, come Militia, associazione più volte sotto accusa a livello nazionale per le sue idee negazioniste nei confronti dell’Olocausto. Neanche il lockdown ha fermato i loro blitz, ultimamente accomunati da una matrice comune: lo sfregio ad alcune figure femminili che, in maniera diversa, sono diventate bersaglio dell’ideologia neo fascista. Il 25 Aprile sono stati imbrattati i nomi delle tre partigiane marsalesi – Francesca Alongi, Bice CerèGrazia Meningi – a cui è stata dedicata un’area verde sul lungomare Colonnello Maltese; il 16 maggio le scritte al Porto contro Anna Frank, la giovanissima olandese che con il suo celebre Diario ha raccontate le atrocità delle deportazioni nei campi di concentramento; il 3 giugno, il bersaglio è stato la Ministra Teresa Bellanova, che agli occhi dell’estrema destra pare sia diventata un nuovo nemico da combattere, dopo le sue lotte contro il caporalato e per la regolarizzazione dei lavoratori immigrati, un po’ come era avvenuto in passato (soprattutto sul web) con l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Nel caso della Bellanova, gli autori della scritta si firmano Vox Populi, che è il nome di un partito sovranista dell’estrema destra spagnola, in grande ascesa negli ultimi anni.

Va detto che, rispetto a qualche tempo fa, l’amministrazione comunale ha ultimamente iniziato a mostrarsi più sensibile all’argomento, intervenendo in maniera piuttosto sollecitata per cancellare le scritte, soprattutto in presenza di episodi maggiormente eclatanti e anche il sindaco Alberto Di Girolamo ha voluto in più occasioni ricordare l’identità repubblicana e antifascista di Marsala. Per oggi è prevista la ripulitura della parete in cui è comparso il messaggio contro la Bellanova, ma pare ormai evidente la necessità di una mappatura completa nelle varie zone del centro storico e di un intervento non più episodico per restituire decoro alla città. Appare per certi versi paradossale che si propongano spesso i fotogrammi o le immagini di cittadini sorpresi a dismettere illecitamente i proprio rifiuti sul territorio grazie alle telecamere di sorveglianza, ma non ci sia mai stato un filmato che ritrae chi disegna svastiche, croci celtiche o scrive messaggi di odio e intolleranza sui muri della città. E’ dunque il tempo di un segnale forte di presenza e attenzione da parte delle istituzioni a chi vorrebbe proporre un’immagine di Marsala non rappresentativa della sua storia e della sua identità.

Vincenzo Figlioli

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