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Processo Scrigno, abbreviato verso la sentenza. Per i fratelli Virga e Franco Orlando i pm chiedono 20 anni

Centosessantaquattro anni di carcere per i 13 imputati del processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione Scrigno. Pene esemplari, quelle chieste dai sostituti procuratori Claudio Camilleri, Gianluca De Leo e Francesca Dessì su cui adesso dovrà pronunciarsi il giudice nella prossima udienza, in programma il 22 luglio. Le richieste di pena più elevate sono state formulate per i fratelli Francesco e Pietro Virga (eredi del boss Vincenzo, arrestato da latitante nel 2001) e Franco Orlando, una condanna per mafia alle spalle e in passato portaborse dell’ex vicepresidente dell’Ars, Bartolo Pellegrino. Lievemente più bassa la richiesta di pena per Carmelo Salerno, ritenuto alla guida della famiglia mafiosa di Paceco (18 anni) e per l’imprenditore Michele Martines (16 anni). Per Francesco Russo, Mario Letizia e Jacob Stelica è stata chiesta una condanna a 14 anni ciascuno, mentre 8 anni sono stati chiesti per Pietro Cusenza, che dopo l’arresto ha collaborato con i magistrati. Per i coniugi Ninni D’Aguanno e Ivana Inferrera (ex assessore del comune di Trapani) e per Michele Alcamo la richiesta di pena formulata dall’accusa è stata di 6 anni. Infine, per l’ex dirigente del movimento politico Articolo 4, Francesco Todaro, sono stati chiesti 2 anni di reclusione.

L’operazione Scrigno è balzata agli onori delle cronache il 5 marzo del 2019, con l’esecuzione di numerose ordinanze di custodia cautelare, svelando – ancora una volta – un mix di intrecci e interessi tra mafia e politica. Tra gli indagati anche l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, che ha scelto di essere processato con rito ordinario. La prima udienza, dopo i rinvii legati al Coronavirus, è prevista il 29 maggio. Il prossimo 22 maggio, invece, il gup Filippo Serio dovrà esprimersi sulla richiesta di patteggiamento presentata da altri tre imputati: Filippo Tosto, Maria Stella Cardella e Leonardo Russo.

redazione

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